Terra Madre, il futuro del cibo si racconta

Nella prima edizione senza il fondatore di Slow Food, scomparso a maggio, sfilano a Torino 1.500 delegati da 120 Paesi diversi

«Chi conosce la terra sa bene che non bisogna mai smettere di seminare, anche nei momenti difficili. Auguri di buona semina!»: così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiuso il suo intervento di apertura della sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, che si è appena conclusa a Torino dopo quattro giornate interamente nelle piazze del centro storico, per la prima volta fuori dai padiglioni del Lingotto.

Un augurio che è stato accolto dai 1.500 delegati arrivati da 120 Paesi, che nei giorni successivi hanno animato piazze, conferenze e Laboratori del Gusto insieme a oltre 700 espositori del Mercato, in centinaia di appuntamenti a ingresso gratuito organizzati da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino.

È stata la prima edizione senza Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food scomparso lo scorso 21 maggio a 76 anni. La sua assenza si è avvertita in ogni giornata, dalla cerimonia inaugurale al Teatro Regio fino alla chiusura di domenica.

L’apertura al Teatro Regio, tra lutto e continuità

La cerimonia di apertura, il 24 settembre, si è tenuta al Teatro Regio alla presenza del presidente della Repubblica. Nel suo discorso Mattarella ha definito la biodiversità «un gigantesco patrimonio che protegge la salute umana, connota l’ambiente, la nostra vita», richiamando l’articolo 9 della Costituzione e citando più volte l’eredità di Petrini, che descriveva la biodiversità come «la chiave della nostra sopravvivenza». Ha collegato il tema del cibo a quello della pace, osservando che «il cibo, la produzione di risorse alimentari sembrano diventate nuovamente arma strategica» nei conflitti in corso, da Gaza al Sudan allo Yemen.

Terra Madre 2026 - foto Paolo Properzi Archivio slow food
Terra Madre 2026 – foto Paolo Properzi Archivio slow food

Anche re Carlo III d’Inghilterra ha inviato un messaggio, letto dall’ambasciatore britannico in Italia Stephen Hickey, in cui ha ricordato gli incontri personali con Petrini e l’invito ricevuto a partecipare alla prima edizione di Terra Madre nel 2004. Il sovrano ha citato una delle frasi più note del fondatore di Slow Food: «Chi semina utopia, raccoglie realtà».

Durante la cerimonia, la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini ed Edward Mukiibi, riconfermato nei giorni della manifestazione alla guida di Slow Food International, hanno consegnato a Mattarella gli Atlanti dell’Arca del Gusto: 18 volumi illustrati, organizzati su base regionale, che raccolgono 1.450 prodotti a rischio di estinzione. Era l’ultimo progetto voluto da Petrini, che li immaginava sfogliati «nelle biblioteche, nelle scuole, nei centri di ricerca, nelle osterie».

Il claim dell’edizione e i numeri della biodiversità

Il tema scelto per il 2026 è stato «Biodiversity – Be Diversity», a trent’anni dal primo Salone del Gusto (1996) e nei quarant’anni di Slow Food. Il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha chiesto di «passare dalla consapevolezza al reddito», ricordando che l’Italia, con un trentesimo della superficie dell’Unione europea, ospita circa il 50% della biodiversità vegetale e il 30% di quella animale del continente. Accanto alle Dop e alle Igp censite, il Paese conta 5.813 Prodotti agroalimentari tradizionali.

Ismea ha presentato a Terra Madre i dati della filiera olearia: la produzione nazionale ha raggiunto le 325 mila tonnellate nell’ultima campagna, con un incremento del 31% sull’anno precedente, e resta superiore ai prezzi di Spagna, Grecia e Tunisia. L’istituto ha illustrato anche la nona edizione della Banca nazionale delle Terre Agricole, con 499 terreni in vendita e nuove agevolazioni per i giovani imprenditori agricoli, tra rateizzazione fino a trent’anni e uno sconto dell’1% sul tasso d’interesse in presenza di polizza assicurativa.

La Regione Piemonte ha colto l’occasione per lanciare PiemonteIs, il nuovo marchio collettivo che identifica le imprese con sede produttiva in Piemonte, senza sostituire le certificazioni già esistenti come Dop, Igp, Doc e Docg. I controlli sono affidati al Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino.

Le voci dei protagonisti

Al centro delle conferenze è tornato più volte il tema del diritto al cibo. «Il diritto al cibo non ha a che fare soltanto con il suo consumo», ha detto Edward Mukiibi, presidente di Slow Food International, «riguarda l’accesso alla conoscenza, alla terra, alle risorse, all’acqua, ai semi».

«E se parliamo di diritto al cibo, è inevitabile interrogarsi sul rispetto della sovranità alimentare», ha aggiunto l’agronomo Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia. «Sono concetti che si completano, e che non hanno nulla a che vedere con nazionalismi e protezionismo, né tanto meno con le supply chain che regolano i sistemi alimentari oggi dominanti». Sottile ha presentato anche i risultati di uno studio condotto con l’Università di Pollenzo sulle aree interne e i piccoli centri italiani: la prima esigenza emersa tra i produttori, secondo il ricercatore, è quella di raccontarsi, ed è per questo che manifestazioni come Terra Madre offrono un canale di visibilità anche alle aziende più piccole.

L’economista e attivista britannico Raj Patel ha ripreso il filo della sovranità alimentare definendola «la condizione di una comunità che ha diritti sul cibo»: se una comunità ne gode, ha spiegato, ha il potere di decidere come il cibo arriva sulle proprie tavole. Patel ha collegato la crescita della fame nel mondo, che oggi riguarda quasi 700 milioni di persone, all’espansione della proprietà privata a scapito dei beni comuni: «Il diritto al cibo è stato negato dal diritto alla proprietà privata. L’aumento della fame è il prezzo da pagare per aver lasciato che la proprietà privata dilagasse».

Diverse testimonianze hanno raccontato percorsi di inclusione legati all’agricoltura: Abu Said Sheik, arrivato dal Bangladesh nel Viterbese, oggi produttore del neonato Presidio dell’aglio rosso di Proceno; Duncan Okech, laureato a Pollenzo e oggi attivo in una cooperativa agricola siciliana; Fidaa Abuhamdiya, che ha lasciato la Palestina e lavora oggi come mediatrice culturale in un carcere di Padova, portando la cultura alimentare palestinese tra i detenuti.

Il concorso «Storie a tavola», promosso da Coop, ha raccolto quasi 700 racconti legati al cibo e alla memoria familiare: tra i vincitori, una ricetta turca arrivata a Bologna, una torta di riso simbolo di comunità e un uovo fritto legato al ricordo di un nonno.

Terra Madre 2026
Terra Madre 2026

Terre alte, castagne e tartufi

Slow Food Italia ha annunciato per il 16 ottobre l’avvio della campagna «Terre AltRe. Riabitare e resistere», dedicata alle aree montane, insieme a una Scuola di Terre Alte per il ricambio generazionale, sostenuta dal Fondo Carta Etica di UniCredit. Il vicepresidente Federico Varazi ha ricordato che le aziende agricole di montagna si sono dimezzate in vent’anni.

Sempre a Torino è stato presentato il nuovo Presidio Slow Food della castanicoltura tradizionale, che riunisce una decina di produttori tra Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria. In Piemonte, allo spazio Eccellenza Piemonte, i trifolao hanno raccontato con i loro cani il lavoro della cerca del tartufo, riconosciuta dall’Unesco nel 2021 come patrimonio culturale immateriale; nella regione si stimano oltre 333 mila ettari ad attitudine alta o media per il tartufo bianco, in 441 comuni tra Langhe, Roero, Monferrato e Appennino alessandrino.

Il clima che cambia le Alpi

Nell’ultima giornata, il 27 settembre, la Regione Piemonte ha dedicato un intero incontro ai cambiamenti climatici in montagna, con un dato che ha colpito i presenti: sul Monviso si sono registrati 90 giorni consecutivi senza temperature sotto lo zero a oltre 3.300 metri. «Il cambiamento climatico sulle nostre montagne è già visibile e misurabile», ha detto l’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo, ricordando che il dato «ci dice con chiarezza quanto rapidamente stiano cambiando le condizioni delle nostre Alpi».

Al confronto, moderato dal direttore della Giunta regionale Angelo Robotto, ha partecipato anche il fisico dell’atmosfera e meteorologo Rai Andrea Vuolo, che ha parlato di «estati sempre più calde, periodi prolungati senza gelo anche ad alta quota e uno zero termico che raggiunge quote eccezionali», segnali di «una trasformazione ormai in atto» che riguarda non solo il clima ma anche le attività e i mestieri delle comunità alpine.

La giornata si è aperta con ProAlp, un progetto dedicato alle professioni di montagna e alla loro capacità di rispondere ai cambiamenti ambientali, sociali ed economici, ed è proseguita nel pomeriggio con il laboratorio «L’asteroide siamo noi!», pensato per raccontare al pubblico il legame tra attività umane, clima e biodiversità. Per Gallo, «la sfida è trasformare i segnali che abbiamo davanti in conoscenza e la conoscenza in capacità di adattamento»: la stessa urgenza già segnalata dai trifolao dello spazio Eccellenza Piemonte, che nei giorni precedenti avevano collegato la tutela del tartufo alla salute dei suoli e alla gestione del territorio di fronte al riscaldamento globale.

La chiusura

Nel corso della manifestazione la Città di Torino ha inoltre firmato una lettera d’intenti con la città mongola di Kharkhorin e un accordo quadro di cooperazione con i Comuni ucraini.

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha parlato di un successo «oltre ogni aspettativa». La prossima edizione di Terra Madre Salone del Gusto tornerà a Torino tra due anni.

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