Valle Templi: mandorli e ulivi patrimonio storico

Il “bosco di mandorli e olivi” della Valle dei Templi entra nel Registro nazionale. Cosa significa per il territorio agrigentino

Tra le colonne doriche della Valle dei Templi e il mare, oltre 300 ettari di campagna agrigentina hanno conquistato un riconoscimento che va oltre la celebrazione estetica. Il paesaggio rurale della Valle dei Templi è stato ufficialmente inserito nel Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali, istituito dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste nel 2012.

Non è solo una questione di bellezza. L’area che si estende attorno al sito archeologico ha ottenuto il riconoscimento per la sua peculiare caratteristica di resilienza: le fonti d’acqua utilizzate dagli antichi greci, i mandorleti e gli uliveti che definiscono il panorama sono giunti fino a noi pressoché intatti, testimoniando pratiche agricole millenarie ancora oggi vive.

Agrigento Valle dei Templi
Agrigento Valle dei Templi

Cos’è il Registro nazionale

Istituito con il Decreto n. 17070 del 19 novembre 2012, il Registro nazionale raccoglie le candidature provenienti da tutto il territorio nazionale di paesaggi rurali che soddisfino determinati requisiti di ammissibilità. Le aree rurali di valore storico sono generalmente associate a pratiche e tecniche tradizionali che minimizzano l’uso di risorse esterne, come la meccanizzazione, l’irrigazione e i prodotti chimici agricoli.

I criteri di selezione per valutare l’iscrizione nel Registro si basano sulle caratteristiche di storicità del paesaggio, associato alla permanenza di pratiche tradizionali, impiegando i concetti di significatività, integrità e vulnerabilità.

Attualmente i paesaggi storici iscritti nel Registro sono 33, quasi tutti localizzati nel centro-nord dell’Italia. La Valle dei Templi diventa così il secondo paesaggio rurale storico in Sicilia, dopo quello della pietra a secco dell’Isola di Pantelleria.

Un’occasione per il territorio

La candidatura è stata presentata nel 2021 e dopo un esame preliminare, nel 2022 il Ministero ha autorizzato la presentazione del dossier, elaborato dal dipartimento di Architettura dell’Università RomaTre. La proposta progettuale nasce dalla collaborazione tra pubblico, privato e realtà del terzo settore, attraverso un’associazione temporanea di scopo costituita dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, dalla società Terra del Barone e dal FAI – Fondo Ambiente Italiano.

Ma cosa cambia per chi visita o vive questo territorio? L’iscrizione al Registro non è un semplice timbro burocratico. È un riconoscimento che può tradursi in strumenti concreti di tutela e valorizzazione. Le aree iscritte possono accedere a misure di sostegno e programmi di sviluppo rurale, incentivando il mantenimento delle pratiche agricole tradizionali.

Agrigento Valle dei Templi olivi
Agrigento Valle dei Templi olivi

Cosa significa per il turista

Per chi viaggia, il riconoscimento offre una chiave di lettura diversa. La Valle dei Templi non è solo un museo a cielo aperto, ma un paesaggio vivo dove l’agricoltura racconta millenni di storia. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha dichiarato che proporre un’offerta integrata del territorio consente di accrescere l’attrattività turistica. Aggiungere la sostenibilità rurale a un’area già riconosciuta come sito Unesco è un valore aggiunto che può portare positive ricadute economiche e incrementare i flussi di visitatori.

I prodotti della Valle

Il territorio agrigentino ha saputo costruire attorno al suo patrimonio agricolo un’economia di qualità. Il marchio Diodoros raduna le eccellenze della Valle: dal vino all’olio, dai capperi ai pistacchi, dalle mandorle agli agrumi. L’olio è un blend di Ogliarola messinese e Biancolilla con sentori di campo, premiato da Slow Food. Le mandorle vantano oltre 250 cultivar diverse, il miele proviene dall’ape nera sicula, e il vino è un rosso affinato in legno, blend IGT da Nero d’Avola, Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio coltivati ai piedi del tempio di Giunone.

Nella provincia d’Agrigento crescono a Ribera le omonime arance, le uniche DOP della zona. Il paesaggio è prevalentemente costituito da ulivi centenari e mandorli. La mandorla, in particolare, è protagonista di una delle feste più suggestive della Sicilia: la Festa del mandorlo in fiore si ripete ogni anno all’inizio del mese di marzo con una durata di circa una settimana, quando i mandorli mostrano il loro splendido frutto.

Guardare avanti

L’iscrizione nel Registro della Valle dei Templi riconosce che l’agricoltura può essere ponte tra passato e futuro. In un’epoca in cui i paesaggi rurali italiani affrontano sfide come l’abbandono e l’industrializzazione, questo riconoscimento sottolinea il valore di chi coltiva la terra con metodi che rispettano la storia e l’ambiente.

Per il consumatore significa poter scegliere prodotti che raccontano la storia di un territorio. Per il turista, un’esperienza che va oltre la visita ai templi e abbraccia la cultura materiale di un luogo. Per chi vive e lavora nella Valle, la conferma che il proprio lavoro quotidiano ha un valore che va oltre l’economia: è custodia di un patrimonio collettivo.

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