Gorgonzola DOP: il formaggio che conquista il mondo

Con oltre 5,4 milioni di forme prodotte nel 2025, il re degli erborinati italiani continua la sua crescita. Ecco perché piace tanto

C’è chi lo intinge nel cioccolato, chi lo preferisce con la polenta, chi lo spalma sul pane ancora caldo. Il Gorgonzola non è solo un formaggio: è un’ossessione che attraversa i confini e unisce i palati più diversi. I numeri del 2025 lo confermano: 5.421.517 forme prodotte, con un aumento del 2,72% rispetto all’anno precedente. Un successo che dura da mille anni e non accenna a fermarsi.

Un errore fortunato

La leggenda vuole che tutto sia nato da una distrazione. Siamo intorno all’anno 1000, nella cittadina di Gorgonzola, alle porte di Milano. Un casaro dimentica la cagliata durante la notte e il giorno dopo, per non buttarla, la mescola con quella fresca. Il risultato? Quelle venature verdi che oggi sono il marchio di fabbrica del formaggio erborinato più famoso al mondo.

Leggenda o realtà, poco importa: il Gorgonzola è diventato un’eccellenza che non ha rivali. Il francese Roquefort si ferma a 3 milioni di forme l’anno, lo Stilton inglese a un milione. Il nostro formaggio li batte entrambi, e continua a crescere.

Produzione Gorgonzola DOP
Produzione Gorgonzola DOP

Dove nasce

Il Gorgonzola DOP può essere prodotto solo in 15 province tra Piemonte e Lombardia. Sono 37 le aziende associate al Consorzio di Tutela, che lavorano con circa 1.800 aziende agricole del territorio. Il latte deve essere vaccino, intero e pastorizzato, proveniente rigorosamente dalla zona d’origine. Qui deve anche essere stagionato e confezionato. Se manca anche solo uno di questi requisiti, non è Gorgonzola DOP.

Nel 2025 è stato il Piemonte a trainare la produzione con quasi 4 milioni di forme, mentre la Lombardia si è fermata poco sotto 1,5 milioni. Il picco produttivo si è registrato a gennaio, con una crescita del 5,6% rispetto allo stesso mese del 2024.

Due anime, un formaggio

Il Gorgonzola si presenta in due versioni. Quello dolce, cremoso e morbido, rappresenta l’87% della produzione. Quello piccante, con venature blu-verdi più marcate e pasta friabile, è il 13% restante. La differenza? Il tempo di stagionatura e i penicilli innestati durante la lavorazione. Sì, perché quelle muffe verdi non nascono per caso: sono colture selezionate, niente a che vedere con la muffa che si forma sul cibo dimenticato in frigorifero.

Un dettaglio interessante: il Gorgonzola è naturalmente privo di lattosio (inferiore a 0,1g per 100g), una conseguenza del processo di produzione che lo rende adatto anche a chi normalmente fatica a digerire i latticini.

Un mercato globale

Le forme di Gorgonzola viaggiano verso 86 paesi nel mondo, generando un giro d’affari al consumo stimato in 800 milioni di euro. Il valore alla produzione supera i 460 milioni di euro, posizionando il formaggio al quinto posto tra tutti i prodotti italiani certificati DOP e IGP.

Antonio Auricchio
Antonio Auricchio – presidente del Consorzio

«Dal 2019 superiamo stabilmente i 5 milioni di forme», commenta Antonio Auricchio, presidente del Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola DOP. «In quindici anni la produzione è aumentata di un quarto, nonostante costi energetici elevati e l’aumento record del prezzo del latte».

Tradizione e contemporaneità

Oltre 400 maestri casari continuano a lavorare seguendo gesti antichi, tramandati di generazione in generazione. Il risultato è un formaggio che sa essere contemporaneo pur mantenendo intatta la sua tradizione millenaria. Un equilibrio raro, che il mercato premia anno dopo anno.

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