Vermouth di Torino ottiene l’IGP: primo aromatizzato

Il riconoscimento ministeriale apre nuove prospettive commerciali per un prodotto che dalla mixology dei grandi hotel è tornato nei bar

È il primo vino aromatizzato a ottenere una tutela IGP in Italia. Il Ministero dell’Agricoltura ha riconosciuto ufficialmente il Consorzio di Tutela Vermouth di Torino, portando a 327 il numero totale dei consorzi attivi nel paese.

La notizia potrebbe sembrare un dettaglio burocratico, ma nasconde una storia di rilancio commerciale e culturale. Perché il vermouth, che per decenni è stato considerato un aperitivo per signore di una certa età, negli ultimi anni ha vissuto una seconda giovinezza grazie alla mixology contemporanea.

Negroni cocktail
Negroni cocktail

Un riconoscimento che vale miliardi

Il sistema delle indicazioni geografiche italiane muove oltre 20 miliardi di euro alla produzione e rappresenta il 16% dell’export agroalimentare, con un controvalore di 11,8 miliardi. Per il Vermouth di Torino, questo riconoscimento significa soprattutto una cosa: protezione sul mercato internazionale.

In un momento in cui prodotti imitativi proliferano ovunque, l’IGP diventa uno scudo contro la contraffazione e un marchio di qualità riconoscibile. Per un settore che affonda le radici nell’Ottocento piemontese, ma che oggi guarda ai mercati globali, la differenza è sostanziale.

Dal Negroni al Manhattan: dove lo ritroviamo

I bartender lo sanno bene. Il vermouth è tornato protagonista nei cocktail classici e nelle rivisitazioni contemporanee. Nel Negroni, dove la versione dolce bilancia gin e bitter. Nel Manhattan, dove il vermouth rosso ammorbidisce il whiskey. Nell’Americano, dove si abbina al bitter e al soda.

Ma la mixology moderna ha spinto oltre. Il vermouth bianco (o dry) è diventato ingrediente di Martini più morbidi, mentre le versioni artigianali piemontesi – spesso caratterizzate da note di assenzio, china e spezie locali – sono finite in signature cocktail di locali alla moda da New York a Tokyo.

Anche i wine bar hanno scoperto il vermouth liscio, servito ghiacciato con una scorza d’arancia, come aperitivo semplice e diretto. Un ritorno alle origini che incontra il gusto contemporaneo per i prodotti autentici e territoriali.

Martini cocktail
Martini cocktail

Le prospettive

Il Consorzio, che ha appena rinnovato le cariche nominando Bruno Malavasi alla presidenza, dovrà ora lavorare su due fronti: tutelare il marchio sui mercati esteri e comunicare la specificità del prodotto torinese rispetto ai vermouth generici.

Non sarà semplice. Il mercato globale dei vermouth è affollato e competitivo. Ma l’esperienza di altri consorzi IGP dimostra che, quando la qualità è reale e la comunicazione efficace, gli spazi ci sono.

Il ministro Francesco Lollobrigida ha parlato di «valorizzazione delle eccellenze del territorio». Al netto della retorica istituzionale, resta un fatto: per il Vermouth di Torino questa è un’opportunità concreta. Saranno i prossimi anni a dire se sarà stata colta.

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