La Calabria ospita Vinitaly and the City a Sibari, valorizzando vino, eccellenze e l’export regionale con numeri record
Il Vinitaly and the City è sbarcato per la prima volta fuori Verona, scegliendo il suggestivo Parco Archeologico di Sibari, in Calabria, per un evento di tre giorni ricco di degustazioni, talk e masterclass. Un’occasione non solo per assaporare i vini del Mediterraneo, ma anche per riflettere su come manifestazioni di questo calibro possano diventare un motore potente per lo sviluppo di un’intera regione.
Un traino per il territorio tra storia e futuro
L’evento di Sibari è stato concepito per unire la millenaria storia del luogo con la tradizione vitivinicola calabrese. Come ha sottolineato Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, «abbiamo utilizzato proprio un binomio cultura e vino per raccontare un territorio». La scelta della Calabria, secondo Bricolo, è nata da un «grande entusiasmo» e ha convinto Veronafiere a «mettere un nome nuovo, mediterraneo, accanto al nome di Vinitaly». Questa partnership di alto livello è la dimostrazione di come la Calabria, con le sue produzioni d’eccellenza, voglia «farsi vedere e promuovere i propri vini».

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha evidenziato il «rapporto oramai consolidato» tra la Calabria e la fiera di Verona, sottolineando come la regione stia dimostrando «grande capacità organizzativa». L’obiettivo è chiaro: «mostriamo quante eccellenze abbiamo in Calabria». Anche Federico Caner, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, ha riconosciuto la «grande sintonia con l’assessore Gianluca Gallo» nella volontà di far nascere l’evento in Calabria, un momento di incontro «tra i buyer ma anche con i cittadini».
Il vino calabrese: crescita e riconoscimento globale
Il settore vitivinicolo calabrese sta vivendo un momento di forte espansione, diventando un vero e proprio «biglietto da visita del made in Italy nel mondo». Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, ha affermato che la Calabria «in questi anni probabilmente è stata la regione che meglio ha saputo crescere in termini di valore aggiunto”, arrivando a produrre «19 milioni di bottiglie» di vino. Un dato significativo che si affianca al primato regionale nel biologico.

Lollobrigida ha anche sottolineato come la Calabria dia «grande forza al nostro export», evidenziando che «la popolazione stessa che diventa la forza dell’export, i calabresi sono ovunque, in molte nazioni, in posti di rilievo». Gennaro Scordamaglia di Filiera Italia ha confermato che i vini calabresi sono «in crescita per qualità e distintività» e «ideali per mercato che premia qualità e distintività». L’export calabrese, in particolare, ha registrato un +24%, superando la media nazionale dell’8,4%. Sergio Marchi, direttore di Ismea, ha ribadito come il vino leghi insieme «cultura, identità e fatturato» e come l’export italiano valga «8 miliardi».
In un periodo di incertezza globale nel mondo del vino, come riconosciuto da Bricolo, l’Italia può affrontare meglio le sfide «grazie alla capacità di innovazione, ingegno e fare squadra degli italiani». Il Vinitaly and the City in Calabria è un esempio concreto di questa capacità, unendo tradizione e innovazione per raccontare un territorio e le sue eccellenze.
