Bolgheri accoglie il nuovo progetto ABFV in un’ex cava riconvertita che produrrà un milione di bottiglie l’anno
Dopo tre anni di lavori si è conclusa a Bolgheri la trasformazione dell’ex cava di Cariola in Cantina Meraviglia, il nuovo centro produttivo del gruppo ABFV Italia guidato da Alejandro Bulgheroni. L’inaugurazione segna il completamento di un progetto che unisce recupero ambientale e produzione vinicola in una delle denominazioni più prestigiose della Toscana.
Il territorio di Bolgheri
La scelta di Bolgheri non è casuale. Questa frazione del comune di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, rappresenta una delle zone viticole più rinomate d’Italia. I terreni sabbiosi vicini al mare e il clima mediterraneo creano condizioni ideali per la coltivazione di varietà internazionali come Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc, che qui hanno trovato una seconda patria.

La denominazione Bolgheri DOC, nata nel 1994, ha conquistato riconoscimenti internazionali grazie a vini che hanno saputo interpretare il territorio con personalità distintiva. La presenza del mare, a pochi chilometri dai vigneti, mitiga le temperature e garantisce quella ventilazione costante che favorisce la maturazione delle uve.
Il progetto di recupero
La Cantina Meraviglia sorge dove un tempo si estraeva materiale lapideo. Lo Studio Bernardo Tori, con la consulenza ingegneristica di Niccolò De Robertis, ha progettato una struttura su tre livelli che segue la conformazione naturale della cava. I 7.000 metri quadrati di spazi tecnici si integrano nel paesaggio attraverso un tetto verde che si fonde con la macchia mediterranea circostante.
La scelta dei materiali riflette l’attenzione al territorio: oltre il 95% proviene da fornitori locali. Le soluzioni costruttive rispettano il protocollo DarkSky per limitare l’inquinamento luminoso, mentre sistemi di raccolta delle acque piovane e tecnologie per il risparmio energetico completano l’approccio sostenibile.
Il gruppo ABFV in Toscana
Alejandro Bulgheroni Family Vineyards opera in Toscana dal 2012 con un portafoglio che include Dievole nel Chianti Classico, Poggio Landi e Podere Brizio a Montalcino. Complessivamente il gruppo gestisce 330 ettari vitati nella regione, tutti condotti secondo i disciplinari dell’agricoltura biologica, con una produzione annuale di circa un milione di bottiglie.
La filosofia produttiva si basa sulla vitalità del suolo e il rispetto ambientale, principi applicati nelle proprietà del gruppo distribuite tra Argentina, Uruguay, Stati Uniti, Australia e Francia.

La produzione
Cantina Meraviglia sarà il centro produttivo di due tenute: Tenuta Le Colonne, che produce 375.000 bottiglie all’anno da 61 ettari su suoli sabbiosi, e Tenuta Meraviglia, dedicata principalmente al Cabernet Franc con 90.000 bottiglie annue. Quest’ultima rappresenta un caso unico nella denominazione per la sua specializzazione monovarietale.
Il processo produttivo sfrutta la forza di gravità: le uve arrivano al livello superiore dove un banco di cernita vibrante con selettore ottico garantisce la selezione. Nei piani inferiori trovano posto le vasche in cemento grezzo, i tini in acciaio e la sala delle botti di rovere francese, ricavata accanto a una parete di roccia naturale che mantiene temperatura e umidità costanti.
La gamma produttiva include il Bolgheri DOC, il Bolgheri Superiore “Maestro di Cava” e dal 2020 il cru “Vigna Pianali”, ottenuto da una parcella di mezzo ettaro. L’unica eccezione al focus sui vitigni internazionali è il Vermentino del cru “Botro dei Fichi”.
‘Apertura al pubblico
A settembre la cantina aprirà al pubblico con spazi dedicati all’enoturismo. Due sale di accoglienza al piano superiore, una terrazza panoramica con vista sul Mar Tirreno e una library sospesa sulla bottaia offriranno ai visitatori un percorso di scoperta del territorio e dei vini. Gli spazi sono progettati per ospitare attività di promozione culturale che valorizzino l’identità di Bolgheri attraverso l’esperienza del vino.
Il progetto Cantina Meraviglia rappresenta un esempio di come l’industria vinicola possa conciliare sviluppo produttivo e rispetto ambientale, trasformando un sito industriale dismesso in un centro produttivo integrato nel paesaggio.
