Otto vini dei Colli Tortonesi accanto alle pizze di oltre 100 maestri pizzaioli: il Nord del vino incontra il Sud a Vico Equense
A settembre il Piemonte è arrivato a Pizza a Vico con otto vini e si è seduto a tavola con la pizza campana. La Tenuta della Cascinassa di Pozzol Groppo, in provincia di Alessandria, ha partecipato alla manifestazione con la gamma completa dei suoi vini dei Colli Tortonesi, servita accanto alle creazioni di oltre 100 maestri pizzaioli. L’evento si tiene ogni anno a Vico Equense, borgo sulle scogliere della penisola sorrentina.
Sulla carta è un matrimonio tra famiglie lontane: da una parte il Sud della pizza, dall’altra il Nord dei bianchi e dei rossi di collina. Il pubblico di Vico, curioso e competente, ha dato ragione agli sposi. L’unione regge, a patto di scegliere bene chi siede accanto a chi.
Una pizza che chiede il suo vino
La pizza di Vico Equense non coincide con quella della tradizione napoletana. Ha una consistenza più croccante, il cornicione alveolato e arriva in tavola «al metro», su lunghi taglieri di legno.
Con una preparazione così, un solo vino per tutta la serata non basta. La Tenuta ha costruito gli abbinamenti ricetta per ricetta, partendo dalle caratteristiche di ogni etichetta e da quelle della pizza che aveva davanti.

Otto etichette, un percorso
In prima fila i Timorasso, il vitigno autoctono attorno al quale è nato l’intero progetto della Tenuta. Il Derthona 2023 è fresco e salino, con note di gelsomino e mela renetta. Il Baloss 2023 è più teso, con sentori di pietra focaia e pesca. Il Ramblè 2023 è stato fermentato e affinato per 12 mesi in tonneaux di rovere francese.
Poi il Berenis 2024, rosato da uve Barbera, e le due Barbera: il Velluto 2024, affinato in acciaio, e il Fumarin 2023, affinato in tonneaux. Il Bricco della Guardia 2024 è un Pinot Nero coltivato a 300 metri di altitudine. Chiude il Rever, il primo passito di Timorasso al mondo.
Alcune di queste bottiglie arrivavano a Vico con importanti riconoscimenti, ottenuti sia in Italia sia a livello internazionale.
Dalla Marinara al passito
Il criterio è stato la progressione. Berenis e Derthona sono stati serviti con la Margherita e la Marinara, le pizze più classiche. I Timorasso più strutturati sono andati con le creazioni più saporite dei pizzaioli, mentre Barbera e Pinot Nero hanno accompagnato le ricette più articolate. Il Rever è arrivato a fine pasto.
Un bianco salino accanto al pomodoro della Marinara, un rosso di collina davanti a una pizza ricca di ingredienti: l’idea di fondo è che il vino cambi con la pizza, come cambia il piatto in un menu.
Un bianco del Piemonte a casa in Campania
A raccontare l’esperienza è stata Sara Dell’Acqua, che guida l’azienda con la famiglia: «Siamo estremamente felici di aver partecipato a quella che è stata una festa a tutti gli effetti. Abbiamo portato a Vico tutte le nostre etichette, perché la pizza è un piatto più complesso di quanto sembri, e ogni ricetta ha richiesto un vino diverso».
Poi il punto che interessa di più a chi produce Timorasso: «È stato bello vedere il nostro amato Timorasso, un bianco del Piemonte, trovare così facilmente il suo posto a tavola in Campania».
