Fino a novembre il territorio si riempie di eventi tra vino e tartufo bianco, mentre i produttori fanno i conti con il calo della domanda
Degustazioni, wine painting e cantine aperte al pubblico: in autunno, dopo la vendemmia anticipata, il Monferrato fa il pieno di iniziative, con itinerari enogastronomici ed eventi dedicati al vino su tutto il territorio.
Il calendario di iniziative, dal vino al tartufo bianco di Monferrato
Via ufficiale all’autunno nel Monferrato, tra visite guidate alle cantine storiche, passeggiate nei vigneti e la “cerca” del tartufo bianco. Il vino sarà protagonista dei prossimi eventi autunnali.
Si svolgerà ancora dal 25 al 27 settembre 2026 la 65ª Festa del Vino del Monferrato a Casale Monferrato, dopo un primo weekend da record che ha coinvolto oltre trenta produttori di vino del territorio.
A novembre, invece, tornerà il Bagna Cauda Day (20-22 e 27-29 novembre), la manifestazione astigiana dedicata al piatto simbolo della tavola piemontese, tra versioni classiche della ricetta e le rivisitazioni di oltre centocinquanta tra osterie, ristoranti e cantine storiche.

Su tutto il territorio del Monferrato, poi, saranno aperte le cantine storiche ai visitatori che vogliono scoprire le radici del posto e degustare le denominazioni locali. Non mancano trekking sensoriali e passeggiate tra le Big Bench (le Panchine Giganti panoramiche incastonate tra i vigneti). Spazio anche a percorsi alternativi, come la vinoterapia, bagni nel mosto e il wine painting, che rendono davvero il Monferrato un territorio del “lusso accessibile”.
Per gli amanti del tartufo bianco, due gli appuntamenti da segnare in calendario: la Fiera Patronale di San Carlo a Nizza Monferrato (dedicata al fungo e al cardo gobbo) e la mostra regionale Acqui e Sapori ad Acqui Terme, che si svolgeranno tra ottobre e novembre.
Enoturismo in buona salute, la regione converge le forze
L’enoturismo in Monferrato gode di buona salute, ma i Consorzi di tutela vini del territorio chiedono a loro stessi di unire le forze per superare i confini storici e consolidare l’identità della regione.
A marzo 2026, i tre Consorzi di tutela dell’Alto Monferrato — Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Consorzio Tutela Vini d’Acqui e Consorzio per la Tutela dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti — avevano firmato un piano triennale per rilanciare l’etichetta piemontese: Brachetto, Grignolino, Barbera e le altre denominazioni avrebbero iniziato a collaborare su un territorio che dal 2014 è anche Patrimonio dell’Umanità Unesco.

La vendemmia anticipata di dieci giorni su suolo nazionale aveva comunque dato buoni risultati, dichiarava il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici, che però avvertiva di non guardare solo alla qualità dell’acino, ma al quadro generale, ben meno idilliaco: il calo strutturale della domanda, la pressione sui prezzi e l’aumento delle giacenze che riempiono le cantine.
Mentre il turismo internazionale si impenna e mete come il Monferrato, Roero e le Langhe diventano tra le più popolari, il vino chiede più spazio nei calici degli italiani.
