Dal 3 ottobre torna in Alto Adige il Törggelen: vino novello, castagne e piatti tipici tra osterie e vecchie cantine di famiglia
L’autunno è l’occasione per tornare alle radici, nella vecchia tenuta del nonno tra l’odore del mosto fresco e il profumo delle castagne sul fuoco. È il momento in cui l’Alto Adige festeggia il suo rito tradizionale, il Törggelen. La festa che si celebra tra ottobre e novembre, quando la vendemmia è pronta e il vino novello è servito a tavola, prende il nome dall’antico torchio che veniva usato per spremere l’uva, il “torggl”. Un rituale ogni anno sempre più atteso che riunisce agricoltori e viticoltori da tutta la regione.
Dopo l’inaugurazione di sabato 3 ottobre alle ore 18, partirà la tradizione con l’accensione del “falò delle castagne” e le degustazioni aperte al pubblico.


L’evento di Gallo Rosso a braccetto con il folclore
La tradizione del Törggelen diventa un progetto che riunisce dieci osterie contadine selezionate all’interno della cornice rurale dei masi altoatesini. “Törggelen Originale” di Gallo Rosso — realtà che appartiene all’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi, e dal 1998 a oggi promuove l’attività di 1.600 agriturismi in Alto Adige — propone il 3 ottobre una giornata tra i paesaggi del Südtirol e le vecchie cantine di famiglia, in cui poter vedere da vicino anche la lavorazione del vino.
Le origini del rito contadino
Il Törggelen nasce da lontano: contadini, braccianti e vinai si ritrovavano nelle cantine dei masi per assaggiare il vino appena prodotto e celebrare la conclusione del raccolto. Il luogo dove veniva raccolta l’uva era lo stesso dove veniva poi imbottigliata una volta trasformata in vino. Il Törggelen non racconta solo una tradizione, ma un territorio rurale che nel tempo è cresciuto insieme a essa.
Il vino, prodotto in loco, le castagne raccolte nei castagneti delle valli circostanti e gli ingredienti scelti con cura arrivano direttamente dai campi in cucina. Il Törggelen abita le terre dove viti e castagni crescono in armonia tra loro: la Valle Isarco, le aree intorno a Bolzano e Merano, la Bassa Atesina e l’Oltradige, la Val d’Adige, fino alla zona dello Sciliar.

Il menu della tradizione
È proprio in quei luoghi immersi nel verde che la festa prende vita, mettendo in tavola, oltre al vino, le specialità gastronomiche adatte alla stagione. Come antipasti, speck, salumi e formaggi — a questi si accompagna un Lagrein ricco e vellutato, mentre la Schiava è perfetta con lo speck, i canederli e gli Schlutzkrapfen, le mezzelune tirolesi con pasta ripiena. Tra i primi da gustare caldi, ci sono la zuppa d’orzo e i canederli al formaggio, piatti madre della cucina contadina. A seguire, carne salmistrata, costine, insaccati e crauti servono da secondi.
Mentre le giornate si accorciano e il clima in montagna è ancora mite, il paesaggio si apre davanti agli occhi di agricoltori, viticoltori e commercianti del vino che, come ogni anno, rinnovano la tradizione.
