Tra tradizione ladina, ospitalità familiare e cucina trentina, un viaggio in Val di Fassa tra montagne, spa e sapori del territorio
La Val di Fassa è stata scavata dallo scorrere del torrente Avisio, che nasce dal ghiacciaio della Marmolada, scendendo dai pendii montani e alimentando prima il Lago di Fedaia, per poi intraprendere il suo corso lungo l’intera vallata. Sfortunatamente, quest’estate il cambiamento climatico ha eroso molto del più celebre ghiacciaio delle Alpi orientali, e anche il livello del lago è di molti metri sotto il livello delle dighe.
Da Moena a Canazei
L’accesso più facile alla vallata per chi non vuole impegnarsi nei tornanti dei passi alpini e proviene da sud è dall’autostrada del Brennero, attraverso la Val di Fiemme. Si entra in Val di Fassa a Moena, chiamata spesso la Fata delle Dolomiti, e risalendo la valle del torrente Avisio si incontrano, nell’ordine, Soraga, Vigo e Pozza di Fassa, oggi unite nel nuovo comune di San Giovanni di Fassa, o Sèn Jan, come è chiamato in lingua ladina, ai piedi del Catinaccio; poi Pera e Mazzin, fino ad arrivare a Campitello e, infine, a Canazei, il centro più alto e più rinomato dell’intera vallata, porta d’accesso al maestoso gruppo del Sella e alla Marmolada, la vetta più alta di tutte le Alpi Orientali, con i 3.343 metri sul livello del mare di Punta Penia.

L’ospitalità dell’Olympic Spa Hotel
All’ingresso di Vigo di Fassa, l’Olympic Spa Hotel è il sogno della famiglia Pellegrin divenuto realtà da quando nacque nel 1963, un’era ormai lontanissima per il turismo della montagna. I nonni fondarono un piccolo garnì, pian piano ingrandito grazie al lavoro e alla passione di tutta la famiglia, capace di trasformarsi oggi in un 4 stelle Superior tra i più eleganti della vallata, frequentato da una clientela internazionale.
L’albergo è adults only, con una zona Spa veramente di alto livello. La calda conduzione familiare, che fa sentire amici tutti gli ospiti, l’amore e la cura dell’accoglienza sono però rimasti immutati, anche perché questo grande edificio, dopo gli ultimi importanti lavori di ampliamento del 2023, ospita in tutto soltanto 40 camere e suite: la dimensione ideale per potersi prendere cura singolarmente degli ospiti, consigliandoli sull’organizzazione delle giornate non meno che sulle scelte a tavola.
La cucina tra tradizione e innovazione
La ristorazione è infatti uno dei punti di forza dell’albergo, sotto la conduzione dell’executive chef Demetrio Fiorot di Predazzo, distante solo pochi chilometri in Val di Fiemme, che con la sua esperienza porta un tocco di innovazione nella cucina tradizionale trentina. Si cena serviti a tavola in una vasta sala con grandi finestre e vista sul bosco e sulle montagne.
Dopo un ricco saluto dalla cucina, fatto da tre piccole portate, un mini cheeseburger, patatine fritte e un bicchierino di succo sorprendente, si parte con un’insalata a scelta tra l’insalata dell’orto di casa e le coste e carote Vichy. Arriva poi l’antipasto, una vellutata di ceci, salsiccia nostrana e formaggio caprino dolce oppure un foie gras d’oca fatto alla veneziana, con agretto di lamponi e pan brioche.

Nei primi piatti si nota la maestria dello chef, che domina accostamenti inusuali con i tagliolini fatti in casa allo spinacino fresco, gamberi del Venezuela e caviale del Baikal, ma propone anche piatti genuinamente del territorio trentino, con l’orzotto mantecato al Teroldego Rotaliano Doc, Trentingrana e pancetta croccante.
Le porzioni non sono enormi e si riesce perciò a proseguire con un secondo piatto a scelta tra il vitello nostrano con gateau di patate, insalata belga e fagiolini scottati, o il filetto di orata di lenza con verdurine croccanti e salsa al Traminer, oppure, infine, per i vegani, il broccolo selvatico con pastinaca e zucchine.
Chi ha ancora spazio e curiosità può provare un assaggio di formaggi del territorio, con mostarda fatta in casa e miele locale, per concludere poi con la tentazione di un dessert fatto di panna al lime, namelaka al pistacchio, mirtillo e gelato al caramello salato.
Vini e abbinamenti
La cantina dei vini è ben fornita; vengono proposti anche vini al bicchiere consigliati dal sommelier in abbinamento con i piatti: ad esempio, un profumato Traminer Aromatico Monogramma Igt Dolomiti di Pojeri e Sandri, un grande bianco per accompagnare il pesce, ma non soltanto, oppure, tra i rossi, la Schiava Nera di Alfio Nicolodi.
Ulteriori informazioni su tariffe e disponibilità si può andare sul sito dell’hotel www.olympicspahotel.it.
