Dall’auto al vino, l’intesa commerciale tra UE e India abbatte i dazi e apre un mercato da 2 miliardi di persone
Mentre Trump alza barriere doganali, Europa e India fanno l’opposto. Domani a Nuova Delhi si firma quello che il ministro indiano per l’Industria ha definito «la madre di tutti gli accordi»: un’intesa commerciale che cambierà le regole del gioco per chi produce e vende vino e olio d’oliva europei.
Un mercato enorme si apre ai prodotti europei
I numeri parlano chiaro: 2 miliardi di persone. È questa la dimensione del mercato che nascerà dall’accordo tra Unione Europea e India. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa sono a Nuova Delhi proprio per questo. L’appuntamento è fissato per il 27 gennaio, dopo che oggi hanno partecipato come ospiti d’onore alle celebrazioni della Repubblica indiana.
Per l’India, che considera l’UE il suo primo partner commerciale con scambi da 120 miliardi di euro, questo è il trattato più importante mai firmato. Per l’Europa, significa entrare in un mercato tradizionalmente chiuso con condizioni mai ottenute prima.

Cosa cambia per vino e olio
Le prime indiscrezioni parlano di riduzioni significative dei dazi per i produttori agricoli europei. Vino e olio d’oliva saranno tra i principali beneficiari dell’accordo. Attualmente, chi esporta in India deve affrontare barriere tariffarie medie del 9,3%, con picchi molto più alti per alcuni prodotti.
L’intesa dovrebbe abbassare sensibilmente queste tariffe, aprendo opportunità concrete per cantine e frantoi europei in un paese dove la classe media cresce rapidamente e la domanda di prodotti premium è in aumento. Altri settori come carne bovina, pollame e zucchero manterranno invece lo status quo.
Il contesto: l’India cerca alternative
L’accordo non arriva per caso. Con le supertariffe al 50% introdotte da Trump, l’India ha bisogno di diversificare i suoi partner commerciali. Settori come il tessile e la gioielleria indiana, colpiti duramente dai dazi americani, troveranno nell’Europa uno sbocco più favorevole.
Nel 2024-2025, l’Europa ha esportato in India beni per 60,7 miliardi di euro, mentre l’India ha venduto in Europa per 76 miliardi più 30 miliardi in servizi. L’accordo, secondo le stime, potrebbe raddoppiare il valore dell’export europeo.
Non solo agricoltura
Anche se per il settore enogastronomico le notizie sono positive, l’accordo è molto più ampio. Include macchinari, elettrodomestici, mezzi di trasporto e prodotti chimici. Sul fronte automotive, ad esempio, i dazi indiani scenderanno dal 70% (con punte al 110%) al 40%.
Per un mercato che oggi conta 4,4 milioni di auto vendute all’anno e punta a 6 milioni entro il 2030, è un cambiamento notevole. Anche se le associazioni di categoria, come Acea, avvertono sul rischio che l’accordo finale sia complicato da quote, licenze e altri meccanismi burocratici.
I prossimi passi
L’accordo deve ancora essere ratificato dal Parlamento europeo di Strasburgo, e le trattative proseguono fino all’ultimo momento. Ma la direzione è chiara. Von der Leyen l’ha detto senza giri di parole: «L’UE otterrà il massimo livello di accesso mai concesso a un partner commerciale nel mercato indiano».
Per chi produce vino e olio in Europa, questo significa guardare a est con maggiore interesse. L’India non è più solo un mercato potenziale: sta per diventare una destinazione concreta, con regole più favorevoli e opportunità reali di crescita.
