Il Consorzio Tutela Lugana Doc lancia un tavolo permanente di 31 under 40 su mercati, comunicazione e passaggio generazionale
Il Consorzio Tutela Lugana Doc ha annunciato a Peschiera del Garda la nascita del Gruppo Giovani Lugana: 31 produttori e professionisti under 40 già attivi nelle cantine associate, riuniti in una struttura permanente di lavoro sui temi più urgenti per la denominazione.
Non è un comitato consultivo né un’iniziativa di facciata. Il gruppo nasce con un mandato preciso: portare dentro le decisioni del Consorzio la generazione che già oggi gestisce reparti, commerciale e comunicazione nelle aziende del territorio. L’età media del settore vinicolo italiano invecchia, i consumatori sotto i trent’anni cambiano registro più in fretta di quanto i produttori riescano a inseguirli. Il Lugana Doc ha scelto di rispondere in anticipo.
Chi sono e cosa faranno
I 31 under 40 non sono stagisti né osservatori: ricoprono già ruoli decisionali nelle cantine associate. La scelta di coinvolgere chi lavora dall’interno — e non consulenti esterni o figure nominate per rappresentanza — riflette un’idea specifica di come funziona la trasmissione delle competenze in un distretto vitivinicolo.

Il gruppo si occuperà di tre aree. La prima è la lettura dei trend di consumo internazionali, cioè capire dove stanno andando i mercati prima che i dati di vendita lo dicano chiaramente. La seconda è la comunicazione contemporanea, con un’attenzione ai linguaggi digitali che le generazioni più giovani di consumatori usano per avvicinarsi al vino. La terza è la costruzione di relazioni con altre denominazioni italiane e straniere, attraverso visite e scambi di pratiche.
Il nodo del passaggio generazionale
Il comunicato del Consorzio dedica spazio esplicito al tema della governance futura. Il Gruppo Giovani nasce anche per formare la classe dirigente che, nel medio periodo, sarà chiamata a sedere nei tavoli decisionali del Consorzio stesso.
È un aspetto rilevante, perché i passaggi generazionali nelle cantine italiane sono spesso traumatici: chi arriva da fuori — con un master in wine business o un’esperienza all’estero — fatica a trovare interlocutori istituzionali della sua stessa generazione. Una struttura come questa serve anche a colmare quel vuoto, costruendo reti orizzontali tra pari prima che la responsabilità diventi verticale.
Maggior reattività sul mercato
Dal punto di vista di chi compra e beve Lugana, la notizia ha un risvolto pratico. Le realtà produttive che restano a contatto con i propri consumatori più giovani tendono a rispondere meglio alle domande che questi portano con sé: sostenibilità reale o certificata, formati alternativi alla bottiglia da 75 cl, etichette leggibili, esperienze di cantina che non siano tour didattici pensati per le scolaresche.
Il fatto che siano direttamente i produttori under 40 — e non un ufficio marketing esterno — a lavorare su questi temi aumenta la probabilità che le risposte arrivino in forme concrete e non solo comunicative.

La denominazione
Il Lugana Doc nasce sui suoli argillosi del basso Garda, dove il vitigno autoctono Turbiana produce bianchi che vanno dai profili freschi e immediati delle versioni di annata fino alle riserve di lunga evoluzione. La denominazione, riconosciuta nel 1967 e gestita dal Consorzio dal 1990, conta oggi 2.600 ettari, 214 produttori e un export che supera il 60% della produzione verso 65 paesi.
Edoardo Peduto, direttore del Consorzio, ha dichiarato: «Investire sui giovani significa dare gambe e visione al futuro del Lugana. Il Gruppo Giovani sarà un vero laboratorio d’innovazione dove le nuove idee si trasformeranno in strategie concrete».
Il progetto è operativo da maggio 2026. Il Consorzio non ha ancora comunicato un calendario pubblico delle attività del Gruppo.
