Il 20 giugno a Peschiera del Garda Tesori Liquidi Vintage mette in degustazione oltre 100 etichette storiche di Lugana Doc
Ci sono vini che esistono in un solo tempo: il presente. Si bevono, piaciono, finiscono. Il Lugana non è tra questi. Sabato 20 giugno, nella Caserma d’Artiglieria di Peschiera del Garda, il Consorzio Tutela Lugana Doc porta in scena la prima edizione di Tesori Liquidi Vintage, un walk-around tasting costruito interamente attorno alle vecchie annate: oltre 30 cantine apriranno le proprie riserve storiche per un totale di più di 100 etichette in degustazione, dall’apertura fino alle 18.00.
Un bianco con memoria
Il Lugana è nato nel 1967 come Doc, su un territorio di 2.600 ettari a cavallo tra Lombardia e Veneto, lungo la sponda meridionale del Lago di Garda. Il vitigno è la Turbiana, uva autoctona che cresce su suoli argillosi pesanti, quasi impermeabili, dove l’acqua ristagna e le radici devono lavorare in profondità. Questo stress idrico rallenta la maturazione e produce uve con acidità naturalmente alta, la stessa che in bottiglia si traduce in capacità di tenuta nel tempo.
Non è un caso che la denominazione abbia scelto proprio questo territorio per inaugurare un progetto sulla longevità del vino bianco italiano. Il Lugana Riserva, la versione che riposa almeno 24 mesi prima di uscire sul mercato, è il banco di prova più evidente: a cinque, sette, dieci anni dall’imbottigliamento tende ad aprirsi su note minerali e fruttate che da giovane erano compresse. La freschezza non svanisce, si trasforma.

L’evento, ora per ora
Tesori Liquidi Vintage è un format itinerante alla prima edizione, pensato come occasione di confronto diretto tra produttori e appassionati. Dalle 11.00 alle 18.00 i banchi dei produttori del Consorzio saranno aperti per le degustazioni libere. Dalle 18.00 alle 20.00 l’appuntamento si sposta sulla Wine Club Experience: un momento più informale in cui il Lugana verrà accostato ad altre etichette di bianchi italiani e internazionali con analogo potenziale evolutivo.
Tra i soggetti presenti anche le principali associazioni di formazione enologica, Ais, Onav, Fisar, Assosommelier, Alma e Accademia Symposium, a conferma che il tema delle vecchie annate non è più appannaggio di collezionisti e addetti ai lavori, ma sta diventando un capitolo a sé della cultura del vino.

Perché il bianco che invecchia è ancora una sorpresa
Nel mercato italiano il vino bianco da invecchiamento è ancora una categoria che stupisce. L’associazione mentale bianco uguale giovane è dura da scalfire, e il Lugana lo sa bene: per anni ha sofferto di una reputazione da vino estivo, da abbinare al pesce di lago e da bere entro dodici mesi. I numeri della denominazione raccontano qualcosa di diverso: oggi il Consorzio conta 214 produttori e il 60% della produzione viene esportato in 65 paesi. I mercati esteri — Germania e Austria in testa — hanno spesso anticipato l’Italia nel riconoscere la vocazione alla riserva.
Un assaggio verticale su cinque annate consecutive di uno stesso produttore è la dimostrazione più diretta: lo stesso vino cambia forma, non si deteriora. L’acidità tarpa i processi ossidativi, la struttura tiene. Ciò che in un rosso corposo si chiama tannico qui si chiama freschezza minerale.
Informazioni e prenotazioni su www.tesoriliquidivintage.it.
