Bianco di Pitigliano Doc, 60 anni tra tufo e Trebbiano

Il 20 giugno a Pitigliano un convegno celebra i sessant’anni della Doc con accademici, produttori e degustazioni in piazza

Sessant’anni fa, nel 1966, una piccola denominazione della Maremma grossetana otteneva il riconoscimento Doc. Sabato 20 giugno il Consorzio di Tutela Doc Bianco di Pitigliano e Sovana festeggia quell’anniversario con un convegno, «60 anni della Doc Bianco di Pitigliano – Un patrimonio millenario che guarda al futuro», che si apre alle 11.00 nei locali della Cantina Cooperativa di Pitigliano. Professori universitari, ricercatori e funzionari ministeriali siedono allo stesso tavolo per discutere non solo di storia, ma di quello che questa denominazione deve ancora decidere di sé.

Un tavolo di lavoro, non una cerimonia

I saluti istituzionali del sindaco di Pitigliano Giovanni Gentili e del presidente della Cantina di Pitigliano Paolo Spicci apriranno la mattinata, ma il peso del convegno è nelle relazioni scientifiche e tecniche. Moderati dal giornalista Paolo Mastracca, intervengono Mario Fregoni, professore emerito dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sede di Piacenza, e dell’Accademia della Vite e del Vino; Claudio D’Onofrio dell’Università di Pisa, anch’egli membro dell’Accademia; e Paolo Storchi, direttore del Crea di Arezzo.

A completare il panel: Sandro Conticelli dell’Università di Firenze, Ines Tescione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il professor Angelo Biondi, storico del territorio, e l’ingegner Giancarlo Spezia.

Pitigliano

Sessant’anni di denominazione nel tufo

Il Bianco di Pitigliano Doc nasce nel 1966 nel cuore della Maremma grossetana, in un territorio scolpito nel tufo dove la vite convive con le vie cave etrusche. Il vitigno protagonista è il Trebbiano Toscano, affiancato da Greco, Malvasia Bianca Lunga e Verdello. Un bianco secco, tradizionalmente vinificato anche nella versione spumante e nella versione superiore con affinamento prolungato.

Le conclusioni del convegno spettano a Edoardo Ventimiglia, vicepresidente del Consorzio, che ripercorrerà l’evoluzione della denominazione e del suo ente di tutela, e a Stefano Formiconi, presidente del Consorzio di Tutela Bianco di Pitigliano e Sovana Doc, con un intervento sullo stato attuale della viticoltura locale.

Il nodo aperto: clima e mercato

Il convegno non si limita al bilancio storico. Sul tavolo ci sono sostenibilità, cambiamenti climatici e valorizzazione delle produzioni. Sono le stesse questioni che accomunano le piccole denominazioni a vocazione territoriale in tutta Italia: come difendere la propria specificità ampelografica e paesaggistica quando le estati si allungano e i mercati premiano volumi e notorietà internazionale piuttosto che carattere e radicamento.

Degustazioni in piazza della Fortezza

Nel pomeriggio, alle 18.00, la giornata si sposta in Piazza della Fortezza Orsini con «Pitigliano Doc», evento di degustazione aperto al pubblico e curato dall’Associazione Cantine nel Tufo. L’ingresso alla parte serale è libero.

Il programma completo è disponibile presso il Consorzio di Tutela Doc Bianco di Pitigliano e Sovana.

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