Prodotto da Fazio, questo rosso IGT Terre Siciliane unisce vitigni bordolesi e Nero d’Avola. Ottimo con carni, arrosti e formaggi stagionati
C’è sempre quel momento, prima di una cena importante, in cui ci si ferma davanti alla cantina o all’enoteca e si pensa: cosa porto? Qualcosa che non passi inosservato, ma che non risulti nemmeno esagerato. Un vino che sappia stare a tavola con disinvoltura, che accompagni i piatti senza rubare la scena, ma che lasci il segno. Il Cartesiano Rosso di Casa Vinicola Fazio è esattamente questo tipo di vino.
Un blend che funziona
Parliamo di un rosso IGT Terre Siciliane che nasce dall’incontro tra vitigni bordolesi – Cabernet Sauvignon (40%), Merlot (30%) e Cabernet Franc (10%) – e un 10% di Nero d’Avola che gli dà quel tocco di personalità siciliana. Non è il classico vino internazionale che potrebbe arrivare da qualsiasi parte del mondo, né un vino di territorio estremo. È qualcosa nel mezzo, e questo è il suo punto di forza.
Le uve vengono raccolte a mano nei vigneti collinari della Sicilia Occidentale, tra i 250 e i 300 metri sul livello del mare, su terreni calcareo-argillosi. Dopo la vinificazione in rosso con follature tradizionali, il vino riposa per 12-14 mesi in barrique francesi di secondo e terzo passaggio – abbastanza per dargli rotondità, non troppo da coprirne il carattere.

Equilibrio e versatilità
Parliamo di un vino equilibrato che presenta note speziate e di frutta matura. Proprio questo profilo aromatico lo rende particolarmente interessante per gli abbinamenti a tavola. SI sposa bene con carni rosse alla brace – una fiorentina o una costata – ma anche con preparazioni più elaborate come brasati e arrosti al forno dove le spezie sono spesso protagoniste.
È però adatto anche alla selvaggina come la faraona o il cinghiale, dove serve un vino con corpo e personalità. E se a tavola arriva un tagliere di formaggi stagionati (pensate a un pecorino stagionato o a un parmigiano di 36 mesi), l’equilibrio del Cartesiano fa il suo lavoro.
Per le feste di fine anno, è una scelta sicura con un arrosto di vitello alle erbe o con un filetto in crosta. E se qualcuno porta lasagne ricche o pappardelle al ragù di cinghiale, difficilmente sbaglierete abbinamento.
Da sapere
La produzione è limitata: solo 6.000 bottiglie da 75 cl e 100 magnum da 150 cl all’anno. Si trova principalmente nel canale horeca, quindi più facile incontrarlo al ristorante che al supermercato. Va servito a 16°C in un calice Bordeaux e, se conservato bene, può invecchiare oltre 10 anni.
È uno di quei vini che non deludono mai: elegante ma non pretenzioso, siciliano ma con un taglio internazionale, adatto a chi il vino lo beve davvero e non si accontenta delle etichette più facili. Insomma, un nome da tenere a mente quando serve fare bella figura senza troppi giri di parole.
