Nel progetto di Simona Spaiardi i vini di Tenuta Stella raccontano il Collio tra natura, arte e design in un dialogo sensoriale unico
Ci sono momenti in cui il vino non si limita a essere degustato, ma diventa parte di un racconto visivo, un tassello di un’esperienza estetica che coinvolge tutti i sensi. È accaduto a Milano, alla galleria Federica Ghizzoni, dove Tenuta Stella ha partecipato al vernissage del progetto “Tavole Straordinarie” firmato da Simona Spaiardi.
Un incontro tra design, natura e creatività, in cui le etichette della cantina friulana hanno dialogato con le opere dell’artista, trasformando la degustazione in una piccola performance sensoriale.
La tavola come scena, la natura come protagonista
Il progetto “Tavole Straordinarie” nasce da un’idea semplice e potente: trasformare la tavola in un luogo di espressione artistica. Non più solo spazio conviviale, ma set temporaneo in cui fiori, frutti e ortaggi diventano materia visiva.
Nella serie delle “Tavole Invernali”, la Spaiardi ha messo in scena cinque installazioni dedicate alla forza estetica della materia naturale — Inverno Cremisi, Brina e Luce, Sottobosco, Frutti d’Inverno e Ombre Purpuree — evocando un mondo sospeso tra luce e ombra, silenzio e materia.
A dare voce a queste visioni, nel bicchiere, c’erano i vini di Tenuta Stella.

Il Collio raccontato nel calice
La degustazione ha proposto tre etichette simbolo dell’azienda di Scriò, nel cuore del Collio friulano: Ribolla Gialla Pas Dosé Metodo Classico, fresca e verticale, come la brezza che accarezza le vigne in altura; Bianco DOC Collio, equilibrato e profondo, con la tensione tipica dei terreni marnosi; Pinot Nero DOC Collio, elegante e sottile, chiusura perfetta per un percorso che unisce eleganza e territorio.
«Il legame con la natura è il punto di partenza di ogni nostro gesto» racconta Alberto Faggiani, responsabile della produzione enologica. «Ritrovare questo dialogo nella ricerca estetica di Tavole Straordinarie è stata un’esperienza coerente e stimolante».
Quando il vino completa l’opera
C’è qualcosa di profondamente contemporaneo nell’incontro tra vino e arte: entrambi interpretano la natura attraverso un linguaggio sensoriale, entrambi trasformano la materia in emozione.
Nel contesto delle “Tavole Straordinarie”, il vino non accompagna semplicemente un’opera: la completa, la amplifica, ne diventa parte. Così come il Collio, con le sue colline ventilate e i suoi contrasti luminosi, entra a pieno titolo nella narrazione visiva e gustativa.

Tenuta Stella: la vita tra vigne e paesaggio
Fondata nel 2009 da Sergio Stevanato, Tenuta Stella sorge a Scriò di Dolegna del Collio, tra montagna e mare, in un paesaggio che sembra disegnato per la viticoltura. Qui, vini biologici e sostenibili nascono da vitigni autoctoni friulani, coltivati con rispetto per la biodiversità.
Più che una cantina, Tenuta Stella si definisce coltivatrice di vita: un’azienda che custodisce un ecosistema e lo racconta attraverso vini autentici, capaci di restituire il carattere del Collio senza artifici.
Il gusto come forma d’arte
L’arte e il vino condividono la stessa ambizione: trasformare la percezione in esperienza. Quando si incontrano, come nel caso di Tenuta Stella e Simona Spaiardi, accade qualcosa di più: la materia naturale — che sia un grappolo d’uva o un fiore essiccato — smette di essere semplice elemento e diventa linguaggio.
E in quell’istante, un calice di Ribolla o un riflesso di Brina possono raccontare la stessa cosa: che la bellezza, come il vino, nasce sempre da un equilibrio fragile tra natura e gesto umano.
