Unionbirrai fa il bilancio del settore a dieci anni dalla legge. A Biella torna intanto il festival Bolle di Malto, dal 30 agosto
Sono passati dieci anni dall’articolo 35 della legge 154 del 28 luglio 2016, la norma che ha introdotto in Italia la definizione di «birra artigianale». Lo ricorda Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti, che in occasione dell’anniversario fa il punto sui numeri del settore: oggi le attività produttive sono 1.008, tra 850 microbirrifici e 158 brewpub, a cui si aggiungono le beer firm.
I numeri del settore
Gli occupati del comparto sono circa 3.120, per una produzione complessiva di 470.000 ettolitri, pari al 2-3% del totale nazionale. Un decennio prima della norma, ricorda l’associazione, i birrifici dovevano fare i conti con aumenti ripetuti delle accise e procedure fiscali difficili da sostenere per le microimprese.
«La definizione normativa rappresentò il passaggio che permise alla birra artigianale italiana di essere riconosciuta come un comparto con caratteristiche, valori ed esigenze proprie», dichiara Vittorio Ferraris, presidente di Unionbirrai. «Non si trattò soltanto di dare un nome a un prodotto, ma di tutelare l’indipendenza dei birrifici, il loro modo di produrre e il diritto dei consumatori a conoscere ciò che stanno scegliendo».

Le agevolazioni fiscali
Dal 2019 sono arrivate riduzioni dell’accisa e modalità più semplici per il suo accertamento sul prodotto finito. Le agevolazioni oggi in vigore prevedono una riduzione del 50% per le produzioni fino a 10.000 ettolitri, del 30% tra 10.000 e 30.000 ettolitri e del 20% tra 30.000 e 60.000 ettolitri. È stato inoltre introdotto un regime forfettario e semplificato per le realtà più piccole, applicabile entro i 240 ettolitri annui.
Nel 2018 Unionbirrai ha creato il marchio collettivo «Indipendente artigianale – Una garanzia Unionbirrai», pensato per rendere riconoscibili i birrifici che rispettano i requisiti di legge. Il decennale della norma coincide quest’anno con i trent’anni del movimento della birra artigianale italiana: per l’occasione l’associazione ha promosso «Buona questa Birra!», produzione collettiva che coinvolge oltre cento birrifici indipendenti attraverso cotte condivise partite da una base comune ispirata all’Italian Pilsner.
Ferraris indica anche le priorità per il prossimo periodo: semplificare gli adempimenti per i piccoli birrifici, ampliare il regime forfettario, sviluppare il turismo brassicolo e le «strade della birra», e rafforzare la filiera italiana di orzo, malto e luppolo.

A Biella torna Bolle di Malto
Dal 30 agosto al 7 settembre torna a Biella Bolle di Malto, giunto all’undicesima edizione: nove giorni di programmazione con oltre 100 eventi tra piazze cittadine, Salone Italiano della Birra e iniziative diffuse sul territorio. Coinvolti 50 birrifici artigianali e 20 cucine di strada provenienti da tutta Italia, insieme al Villaggio delle Proloco realizzato in collaborazione con Unpli Biella.
Nato nel 2015, il festival è oggi manifestazione ufficiale della Città di Biella e si svolge con il patrocinio della Regione Piemonte. Nel 2024 è stato riconosciuto come Miglior Evento Enogastronomico d’Italia al Ttg Travel Experience di Rimini; nelle ultime edizioni ha superato le 135.000 presenze.
Cosa prevede il programma
Il centro storico di Biella e diversi luoghi del territorio biellese ospiteranno degustazioni, concerti, masterclass, show cooking, incontri, visite ai musei d’impresa, attività all’aperto e momenti formativi, oltre a iniziative dedicate all’inclusione. Il programma coinvolge, oltre ai birrifici, anche cittadini, imprese e istituzioni del territorio biellese.
