Il Consorzio porta il Monferrato tra degustazioni, masterclass e abbinamenti con il tartufo nero: ecco gli appuntamenti da segnare
Avete scoperto la Barbera d’Asti in una trattoria piemontese e volete approfondirne la conoscenza? Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha messo in fila una serie di appuntamenti pensati proprio per chi vuole assaggiare, capire e scoprire questo vino e anche gli altri prodotti in questo angolo di Piemonte.
Torino a fine febbraio: l’occasione per confrontare
Dal 28 febbraio al 2 marzo, al Salone del Vino di Torino, il Consorzio allestirà un banco di degustazione dove si potranno assaggiare diverse etichette e capire cosa c’è realmente dietro queste denominazioni. Niente calici solitari: qui si confronta, si prova, si scopre che non esiste “la” Barbera ma tante interpretazioni diverse.
C’è anche una masterclass per chi vuole entrare nel dettaglio: come sono fatti questi vini, da dove vengono, perché hanno quel sapore. Informazioni utili per orientarsi tra gli scaffali di un’enoteca o per ordinare con cognizione di causa al ristorante.

Cavatore l’8 marzo: tartufo nero e Albarossa
L’appuntamento più interessante è probabilmente quello dell’8 marzo a Cavatore, in provincia di Alessandria. Qui il focus è sull’Albarossa, un vino meno conosciuto ma con una carta d’identità nobile: nasce dall’incrocio tra Barbera e Nebbiolo, due nomi che nel Monferrato valgono quanto un certificato di garanzia.
La giornata sarà strutturata per capire davvero cosa si sta bevendo. Alle 10 del mattino parte una tavola rotonda sul rapporto tra tartufo nero pregiato del Monferrato e Albarossa: non è solo folklore, ma un ragionamento concreto sugli abbinamenti che funzionano. Se mettendo insieme vini strutturati e tartufi i risultanti non erano convincenti, qui si potranno capire gli errori.
Alle 11 c’è la masterclass guidata da Paolo Massobrio di Golosaria. L’obiettivo è semplice: spiegare cos’è l’Albarossa, come si riconosce, perché vale la pena provarlo. Per chi non lo sapesse, questo vino ha struttura e una buona capacità di invecchiamento: caratteristiche che lo rendono interessante anche per chi cerca qualcosa di diverso dalla solita bottiglia.
Durante tutta la mattinata, alla Casa Felicità, i sommelier del Consorzio faranno assaggiare una selezione di etichette. Niente giri di parole: è l’occasione per mettere in fila i bicchieri e capire quale produttore piace.
Perché andarci
Se piace il vino, e non ci si vuole fermare solo ai nomi più famosi, allora questi eventi sono l’ideale per assaggiare e capire cosa c’è dietro quello che bevete.
Il Consorzio ha scelto una strada precisa: portare i vini dove ci sono le persone, organizzare momenti in cui si può toccare con mano (o meglio, assaggiare) la differenza tra un’etichetta e l’altra. Non si tratta di promozione fine a se stessa, ma di creare occasioni concrete per scoprire un territorio attraverso quello che produce.
Un territorio, tante personalità
Il Monferrato non è una cartolina unica. È un insieme di colline, di microclimi, di cantine che lavorano in modo diverso pur partendo dagli stessi vitigni. Barbera, Grignolino, Freisa, Albarossa: sono nomi che identificano uve e vini, ma dietro ogni bottiglia c’è una scelta precisa del produttore. C’è chi punta sulla freschezza, chi sulla struttura, chi fa invecchiare in legno e chi preferisce l’acciaio.
Questi eventi servono proprio a questo: mettere in fila i bicchieri e rendersi conto che dietro c’è sempre una storia diversa. Non si tratta solo di annate o di tecniche di vinificazione, ma di personalità. Alcune cantine cercano vini immediati, altre costruiscono bottiglie che hanno bisogno di tempo. Alcune puntano sul territorio di origine, altre sulla sperimentazione.
Il Consorzio raggruppa più di 430 aziende. Ognuna ha il suo modo di interpretare le 12 denominazioni tutelate. Assaggiare significa capire quale produttore, quale stile convince di più.
Il Monferrato è pieno di cantine piccole e medie che fanno vini ottimi ma che non hanno la forza commerciale per arrivare ovunque. Eventi come questi permettono di scoprirle e, magari, di tornare a casa con qualche indirizzo nuovo da cercare la prossima volta che si passa da quelle parti.
