Le prime stime di Europêch presentate a Medfel di Perpignan: 505mila tonnellate previste, Italia stabile a 194mila, Grecia a +40%
La ripresa c’è, ma non è lineare. All’ultimo Medfel, la fiera internazionale dei prodotti ortofrutticoli mediterranei di Perpignan, Europêch ha presentato le prime previsioni sulla produzione europea di albicocche per la stagione in corso. Il quadro, elaborato con il contributo di CSO Italy — presente in fiera con Laura Stocchi — indica un totale europeo di circa 505mila tonnellate, in crescita del 6% sul 2025, ma con andamenti molto diversi da paese a paese.
Il 2025 era stato un anno difficile: i quattro principali produttori europei avevano messo insieme 476mila tonnellate, il 15% in meno rispetto alle 563mila del 2024. La colpa, quasi ovunque, era del meteo. Per il 2026 le condizioni di partenza sono state più favorevoli — gelate limitate, primavere miti in alcune aree — ma le piogge durante la fioritura hanno condizionato l’allegazione, cioè la trasformazione dei fiori in frutti, impedendo al potenziale produttivo di esprimersi per intero.

La Grecia corre da sola
Chi esce dal coro, in positivo, è la Grecia. L’assenza di gelate e una primavera regolare hanno favorito un’allegazione ottimale: le stime indicano circa 95mila tonnellate, il 40% in più rispetto al 2025 e il 20% sopra la media 2020-2025. Un risultato che contrasta nettamente con gli altri principali produttori.
L’Italia tiene, ma con variabilità
La produzione italiana è stimata intorno alle 194mila tonnellate, sostanzialmente invariata rispetto al 2025 (+1%), ma leggermente al di sotto della media degli ultimi anni. La fioritura è stata nel complesso positiva, e tuttavia le piogge hanno generato una forte variabilità nel carico di frutti tra areale e areale.
CSO Italy segnala una ripresa nelle regioni del Nord, dove il 2025 aveva segnato un calo; al Sud, invece, si prevede una lieve flessione. Il risultato finale dipenderà dall’andamento delle prossime settimane.
Spagna e Francia in frenata
Per la Spagna le stime si fermano a circa 110mila tonnellate, il 7% in meno rispetto al 2025. I cali si concentrano in Murcia e Aragona, colpite dalla riduzione delle superfici coltivate, dalle piogge in fioritura e dalle gelate di fine marzo che hanno causato danni localizzati.
Più articolata la situazione francese. Le previsioni ufficiali parlano di circa 106mila tonnellate, +8% sul 2025. L’AOP Pêches et Abricots de France si mostra però più prudente: secondo l’associazione dei produttori, la scarsa carica produttiva derivata dalle piogge in fioritura potrebbe abbassare il raccolto del 10-15%, portando il dato effettivo tra 90mila e 95mila tonnellate.
Un’estate da confermare
La forchetta complessiva per il 2026 va da 505mila a 485mila tonnellate, a seconda di come si concretizzeranno le stime francesi. Entrambi i valori segnano comunque un miglioramento sul 2025: il primo equivale a un +6%, il secondo a un +2%. La stagione è ancora lunga, e le condizioni climatiche dei prossimi mesi diranno quanto di quel potenziale andrà effettivamente raccolto.
