Due barattoli su tre partono per Germania, Usa e Giappone: il boom delle marmellate siciliane oltre confine
Mentre in Italia la conosciamo per le marmellate di agrumi che troviamo sugli scaffali dei negozi specializzati, Agrisicilia ha conquistato silenziosamente i mercati internazionali. Tanto che oggi l’azienda di Belpasso, in provincia di Catania, fattura più fuori dall’Italia che dentro: il 65% degli 11,2 milioni di euro arriva dall’estero.
I numeri della crescita
L’export è cresciuto del 35% nell’ultimo anno. Parliamo di oltre 7,5 milioni di vasetti che ogni anno prendono la via di Germania, Polonia, Stati Uniti, Francia, Spagna, Cina e Giappone. Un risultato costruito puntando su prodotti che raccontano la Sicilia senza troppi fronzoli: marmellate di agrumi IGP, confetture e creme spalmabili.
Cosa cercano all’estero
La Germania è diventata il mercato più importante. I consumatori tedeschi apprezzano soprattutto le certificazioni IGP, come quella dell’Arancia Rossa di Sicilia e del Limone di Siracusa. Anche la marmellata di mandarino funziona bene. Nel segmento delle creme, quella al pistacchio resta la più venduta: qualità della materia prima e gusto riconoscibile fanno la differenza.

Negli Stati Uniti cresce l’interesse per i prodotti premium italiani, mentre in Giappone conta molto la tracciabilità e l’origine delle materie prime. L’Australia, invece, è un mercato emergente per le specialità di fascia alta.
La strategia
L’azienda ha investito in un nuovo stabilimento produttivo che permette di gestire la domanda senza vincoli di capacità. «Ogni prodotto che portiamo fuori dai confini italiani racconta la nostra terra», spiega Sofia Mammana, amministratore unico dell’azienda. Il messaggio è chiaro: autenticità e qualità prima di tutto.
Prospettive
Per i prossimi anni, Agrisicilia punta a rafforzare la distribuzione in Europa e a crescere nei mercati dove c’è maggiore margine: Stati Uniti, Giappone e Australia. Il modello è quello di chi ha capito che per vendere il Made in Italy serve costanza, presenza fisica alle fiere e prodotti che mantengano le promesse.
Intanto, mentre noi italiani compriamo il 35% della loro produzione, il resto del mondo si porta a casa il 65%. Un dato che fa riflettere su come i prodotti siciliani vengano apprezzati ben oltre i confini regionali e nazionali.
