La storica torrefazione torinese presenta il cioccolatino ripieno di espresso 100% Arabica per una pausa caffè più golosa
C’è chi il caffè lo beve rigorosamente amaro, chi invece lo preferisce macchiato. E poi c’è chi, alla fine, non resiste e allunga la mano verso un quadratino di cioccolato fondente. Se vi riconoscete in quest’ultimo identikit, la novità di Costadoro potrebbe cambiare le vostre pause caffè: si chiama “expresso” ed è un cioccolatino che ha il caffè dentro, non accanto.
Quando l’espresso diventa cioccolato
L’idea è semplice quanto efficace: prendere una miscela 100% Arabica, quella che la torrefazione torinese seleziona da oltre un secolo, e racchiuderla in un guscio di cioccolato fondente. Il risultato è un boccone che unisce l’intensità dell’espresso alla morbidezza del cioccolato, senza che uno prevalga sull’altro.

Non è il classico cioccolatino al gusto caffè, dove l’aroma è spesso timido o artificiale. Qui il protagonista è proprio il caffè, con la sua complessità e i suoi profumi, che il cioccolato avvolge e accompagna senza coprire.
Una pausa caffè che cambia formato
Expresso si rivolge a chi il caffè lo ama davvero e cerca un modo diverso di gustarlo. Magari nel pomeriggio, quando la moka sembra troppo impegnativa. Oppure dopo cena, quando si vuole qualcosa di piccolo ma con carattere. O ancora in ufficio, tra una riunione e l’altra, per una pausa caffè che non richiede macchinette o tazzine.
La scelta della miscela 100% Arabica non è casuale: garantisce equilibrio e finezza, senza la nota amara che a volte accompagna i blend più spinti. Il risultato è rotondo, piacevole, adatto anche a chi di solito sceglie espressi delicati.
Dove trovarlo
Expresso sarà presentato ufficialmente a metà gennaio durante le principali fiere di settore, e da quel momento sarà disponibile nei bar Costadoro e sull’e-commerce dell’azienda.
La torrefazione torinese, che dal 1890 porta avanti la tradizione dell’espresso italiano e che oggi è presente in oltre 40 Paesi, ha già annunciato che questa è solo la prima proposta di una gamma più ampia. L’intuizione, in fondo, è chiara: il caffè non vive solo nella tazzina, ma può raccontarsi in forme diverse, mantenendo intatta la sua identità.
