Agromonte riparte con nuovi stabilimenti e filiera integrata

Dopo 25 anni l’azienda siciliana investe in produzione e qualità per consolidare il suo ruolo nel segmento delle salse

Venticinque anni sono tanti. Abbastanza per capire cosa funziona e cosa no, per costruire una reputazione solida, per diventare protagonisti ne mercato. Ma anche per accorgersi che fermarsi significa arretrare. Agromonte, l’azienda siciliana nota soprattutto per le sue salse di ciliegino, ha celebrato il quarto di secolo di attività nel 2025 e ora ha deciso di investire: nuovi stabilimenti, ampliamento dei terreni di proprietà e un piano di sviluppo che guarda tanto all’Italia quanto ai mercati esteri.

Dalla Sicilia con metodo

Il punto di forza di Agromonte resta la filiera integrata. Non è uno slogan: l’azienda coltiva il pomodoro nei propri campi e lo trasforma entro poche ore dalla raccolta. Ogni passaggio è sotto controllo diretto, dalla terra al vasetto. Recentemente hanno acquisito nuovi terreni per aumentare la produzione senza perdere il controllo sulla qualità della materia prima.

«La filiera è il nostro patrimonio», spiega Giorgio Arestia, amministratore delegato. «Monitorare ogni fase ci permette di garantire quello che promettiamo: prodotti affidabili e riconoscibili».

Agromonte salsa al ciliegino
Agromonte salsa al ciliegino

I numeri parlano chiaro

Nel segmento delle salse pronte di ciliegino, Agromonte è ai vertici in Italia. I dati Nielsen relativi all’agosto 2025 lo confermano: nel retail italiano il brand è il riferimento della categoria. Un risultato che arriva da anni di lavoro sulla qualità e sulla distribuzione, ma che ora l’azienda vuole consolidare aumentando la visibilità del marchio presso i consumatori.

Cosa cambia concretamente

I lavori per i nuovi stabilimenti sono in fase di completamento. L’obiettivo è aumentare la capacità produttiva per rispondere alla domanda crescente, sia in Italia sia all’estero. Gli impianti sono stati progettati pensando all’efficienza e alla sicurezza alimentare, due priorità che l’azienda non intende negoziare.

Sul fronte internazionale, Agromonte sta portando avanti un piano di espansione che punta su identità e riconoscibilità. Niente operazioni sottomarca o produzioni generiche: l’idea è esportare il brand così com’è, con la sua storia siciliana e il suo metodo di lavoro.

La famiglia e il futuro

Agromonte resta un’azienda familiare. Miriam Arestia, responsabile marketing, riassume così la direzione: «Continuiamo a investire nella qualità e nella filiera. Il progetto è chiaro: crescere mantenendo coerenza con quello che siamo stati finora».

Non ci sono stravolgimenti in vista, ma nemmeno immobilismo. L’azienda punta sulla continuità, sulla trasparenza dei processi e sulla sostenibilità.

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