Gin London Dry Sapori di Cortina: ginepro e mirtillo nero

Dall’Hotel de la Poste arriva un nuovo distillato che interpreta le Dolomiti con due ingredienti del territorio alpino

C’è un modo diverso di raccontare la montagna, e passa attraverso un bicchiere. Non servono slogan o effetti speciali: basta prendere il ginepro che cresce sui sentieri dolomitici, aggiungere il mirtillo nero dei boschi ampezzani, e lasciare che siano loro a parlare.

È questa l’idea dietro al “Gin London Dry – Sapori di Cortina”, la nuova etichetta della linea Cortina Spirits appena presentata all’Hotel de la Poste di Cortina d’Ampezzo. Niente di troppo complicato: un London Dry fatto come si deve, ma con un’anima locale.

Un gin che sa di bosco

La ricetta è essenziale. Il ginepro è il protagonista, come vuole la tradizione del London Dry. Il mirtillo nero entra in scena con discrezione, giusto per dare una sfumatura fruttata e un tocco di rotondità. Il risultato è un gin secco, pulito, balsamico.

Gli appassionati apprezzeranno di sicuro la successione ginepro – mirtillo che lascia una sensazione balsamica che ricorda una passeggiata nei boschi d’alta quota.

Gin London Dry – Sapori di Cortina
Gin London Dry – Sapori di Cortina

La famiglia cresce

Questo gin è il quarto distillato nato dalla mente di Gherardo Manaigo, direttore dell’Hotel de la Poste. Prima di lui erano arrivati il Cortina Mountain Gin (con mirtillo nero e pino mugo), la Cortina Ice Vodka (distillata con acqua delle Dolomiti) e l’Amaro del Posta (fatto con le bucce di mandarino del cocktail Rossini del bar).

Un progetto partito tra il 2021 e il 2022 che ha messo Cortina sulla mappa della distillazione artigianale. Oggi questi prodotti si trovano nei cocktail bar di tutta Italia.

Perché questo gin

«Volevo creare distillati capaci di raccontare le mie montagne», spiega Manaigo. «Con questo London Dry siamo partiti dall’essenza: il ginepro dei sentieri alpini e il mirtillo nero delle nostre estati. È un gin per chi cerca la purezza, ma vuole riconoscere le Dolomiti nel bicchiere».

Settant’anni dopo il passaggio di Ernest Hemingway all’Hotel de la Poste, il locale continua a scrivere la sua storia. Questa volta, con un gin che sa di casa.

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