Nuove etichette per il vino: QR code e avvertenze sanitarie

L’Unione Italiana Vini plaude alla digitalizzazione, ma resta il nodo delle avvertenze. Scafato (ISS): «L’alcol è tossico, servono scelte informate»

Il settore vitivinicolo italiano è alle prese con le novità introdotte dal “Pacchetto vino” presentato dall’Unione Europea lo scorso 28 marzo. La proposta, avanzata dal commissario europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione, Christophe Hansen, punta a modernizzare l’etichettatura attraverso l’utilizzo di QR code per fornire ai consumatori informazioni su ingredienti e valori nutrizionali. L’Unione Italiana Vini (UIV) ha definito questa iniziativa un “buon passo avanti”, sottolineando il progresso verso una maggiore trasparenza e digitalizzazione.

Bottiglie di vino
Bottiglie di vino

Tuttavia, rimangono dubbi sulle avvertenze sanitarie. Contrariamente a quanto riportato da alcuni media, non esiste ancora un atto giuridico che escluda l’adozione di etichette con messaggi di allarme sulla salute. L’UIV ha chiarito che, in assenza di normative specifiche, l’unica strada percorribile è l’autoregolamentazione. Le aziende possono ricorrere a pittogrammi (come quelli per gravidanza, minori e guida) o al QR code per promuovere un consumo moderato, in linea con il programma “Wine in Moderation”.

La questione assume particolare rilevanza in vista dell’entrata in vigore, nel marzo 2026, degli “health warning” irlandesi, che potrebbero introdurre etichette più severe. Intanto, il presidente UIV Lamberto Frescobaldi ha espresso fiducia nell’azione diplomatica del governo italiano per risolvere le tensioni sui dazi americani, auspicando uno scenario “zero for zero” per agevolare gli scambi commerciali.

Il consumo di vino deve essere responsabile
Il consumo di vino deve essere responsabile

Sul tema del consumo responsabile, Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’ISS, ricorda che «l’alcol è tossico, psicoattivo e cancerogeno», pur sottolineando l’importanza di evitare demonizzazioni e di favorire scelte informate.

Nel frattempo, il settore agroalimentare italiano conferma la sua vitalità, con le esportazioni di vino che superano gli 8 miliardi di euro, trainate dagli spumanti. Un successo che il ministro Lollobrigida lega all’identità e al territorio, ribadendo l’impegno per valorizzare il Made in Italy nel mondo.

La sfida ora è trovare un equilibrio tra innovazione, tradizione e tutela della salute, in un contesto normativo ancora in evoluzione.

I cambiamenti in sintesi

Ecco le principali novità introdotte dal Pacchetto Vino dell’UE, presentato dalla Commissione Europea il 28 marzo 2025 e attualmente in fase di approvazione da parte di Consiglio e Parlamento Europeo:

1. Etichettatura digitale e informazioni ai consumatori

  • Introduzione dell’obbligo di QR code per fornire in formato digitale informazioni su ingredienti, valori nutrizionali e sostenibilità, riducendo il clutter sulle etichette fisiche.
  • Possibilità di utilizzare pittogrammi (es. gravidanza, guida, minori) o QR code per veicolare messaggi di consumo responsabile, in alternativa a avvertenze sanitarie punitive.
  • Standardizzazione delle diciture per vini no- e low-alcohol: “senza alcol” (≤0.5% vol.), “0.0%” (≤0.05% vol.) e “a bassa gradazione” (riduzione del 30% rispetto al minimo della categoria).

2. Sostenibilità e flessibilità produttiva

  • Aumento dei fondi UE per mitigare il cambiamento climatico, con cofinanziamento all’80% per PMI.
  • Estensione da 3 a 6 anni dei piani di regolazione dell’offerta per le IG (Indicazioni Geografiche), per evitare surplus.
  • Maggiore flessibilità nei reimpianti viticoli, con autorizzazioni estese a 8 anni senza penalità per mancato utilizzo.

3. Promozione e mercati internazionali

  • Semplificazione delle regole per promuovere i vini UE in Paesi terzi, con fondi dedicati dall’OCM (Organizzazione Comune di Mercato).
  • Incentivi all’enoturismo, incluso lo sviluppo di servizi turistici nelle regioni viticole.

4. Protezione delle Indicazioni Geografiche (IG)

  • Rafforzamento della tutela online, con rimozione di domini che violano le IG e creazione di un sistema di allerta gestito dall’EUIPO.
  • Nuove regole per l’uso delle IG come ingredienti in prodotti trasformati (es. percentuale minima obbligatoria in etichetta).
  • Divieto di registrare menzioni tradizionali in conflitto con IG esistenti (es. caso “Prošek”).

5. Innovazione per vini dealcolati e aromatizzati

  • Autorizzazione alla produzione di vini dealcolati biologici, prima vietata, con tecniche come la distillazione sotto vuoto.
  • Possibilità di produrre vini aromatizzati a basso/alcol nullo, prima proibita, per rispondere alla domanda di mercato.

6. Contesto geopolitico e dazi USA

  • Il pacchetto include misure per sostenere il settore nella gestione dei dazi statunitensi, con l’Italia in prima linea per negoziare soluzioni come lo “zero for zero”.

Prossimi passi

Il Pacchetto Vino sarà discusso in Parlamento UE entro l’estate 2025, con alcune misure (es. QR code) operative già dal 2026, in coincidenza con l’entrata in vigore degli “health warning” irlandesi.

spot_img

Ultimi Articoli

Profumi di Mosto fa centro in Valtènesi tra rosé e rossi

Circa 2.000 esperienze il primo giorno e tutti e...

Il Derthona Timorasso esce dai Colli Tortonesi e va a Roma

Dalla masterclass sull'annata 2024 al banco con 14 produttori:...

Saranno i Piwi il futuro del vino? Ora tocca al Parlamento

Resistono a peronospora e oidio e riducono i trattamenti,...

A Venosa il caldo anticipa l’Aglianico, ma l’uva resta sana

Vendemmia 2026 a Cantina di Venosa: oltre 20 giorni...

A Sirmione va in scena il Lugana Festival

Prima edizione della rassegna sul Lugana Doc: Enoteca con...