Da una vetrina di Nizza Monferrato alla tavola di Langa: la cucina non è più il cuore della casa, ma la cena tra amici resta
Partiti! Un vivace apericena estivo a Nizza Monferrato era stata la decisione. I bar, i caffè del centro storico e della Piazza, con i tavolini all’aperto sotto le luci calde delle lampadine, si preparano a ricevere i clienti. La decisione è: facciamo quattro passi per il corso. Libreria – vetrina di dischi in vinile – e showroom d’arredamento. Guardo la cucina in bella mostra. Col naso schiacciato alla vetrina, mi sorgono domande inquietanti. Ma quanto costerà: 15/20.000 euro? Quanti metri quadrati la stanza? Bella, per amor di Dio, e sicuramente degna dei complimenti degli amici.
Chi farà l’autopsia al coniglio? Dove si fiammeggia il pollo dopo avergli tirato il collo e averlo spennato? Il paiolo di rame per la polenta è usato come sottovaso per le orchidee, che sono più chic delle aromatiche, la frittura di paranza bandita, rigorosamente solo in riva al mare. La cucina, dove un tempo imperava la stufa, è sparita dal cuore della casa ed è diventata un contenitore dove tutto viene nascosto. Oggi lo spazio cucina non serve perché non si spadella più, bastano un microonde, un frigorifero, un freezer e… Glovo. Sono proprio un povero boomer.

Ho sempre pensato, anche per educazione familiare, che una cena sia molto più di un pasto: è un momento per stare insieme, ridere e condividere storie intorno a una tavola.
Amo la Langa, la luce del sole che cala piano dietro le cime delle colline. La vecchia tavola di legno è pronta. Sopra ci stendi una tovaglia di lino bianco, bicchieri di vetro semplice. Ognuno degli amici ha portato qualcosa: chi il pane fragrante, chi un vino fresco, chi un dolce fatto in casa. La cena è iniziata con pomodori rossi tagliati grossi, pane abbrustolito con l’olio nuovo e, tra una portata e l’altra, le voci si alzano. Non si parla di lavoro o di problemi, ma di viaggi fatti, di libri letti e di vecchi ricordi che fanno sorridere. Quando è arrivata la notte, un bicchiere di vino Moscato e una fetta di torta alle nocciole hanno chiuso la serata con dolcezza. Non c’è un programma da rispettare, solo la bellezza di rimanere seduti a parlare fino a tardi, con la consapevolezza che quei momenti restano nel cuore per sempre.
