Grandine e mango in Sicilia raccontano un clima che cambia: i piccoli gesti quotidiani fanno ancora la differenza per il pianeta
In questi giorni, guardando il cielo fuori dalla finestra, l’ho visto cambiare: da senza nuvole e azzurro diventare nuvoloso e grigio. Ha finalmente piovuto, ma non è stata una pioggia benefica, ha sì rinfrescato l’aria, ma in diverse zone è diventata impossibile da gestire e in altre si è trasformata in grandine. Un evento che ha creato tanti disagi e tanti problemi, senza dimenticare l’assurdo costo di vite umane che situazioni del genere provocano sempre.
Intanto il mondo scientifico ha certificato che quest’anno è stato il più caldo di sempre in Italia e alle porte bussa El Niño. In molti dicono che il 2027 potrebbe essere peggio del 2026. Aggiungiamo alle previsioni legate al clima l’incertezza che regna sul mondo a causa dei fronti di guerra aperti. Oltre ai costi umani altissimi hanno creato una profonda alterazione dell’economia mondiale. Con il pesante contributo delle assurde decisioni economiche (e non solo) dell’amministrazione Trump.
Oggi, secondo Eurobarometro, lo stato d’animo degli italiani è l’incertezza, con una visione di futuro sostanzialmente stabile o in peggioramento. In pochi credono che la vita in Italia migliorerà. Secondo dei recenti sondaggi (Sky TG24 / YouTrend) per la maggioranza della popolazione l’attuale governo non ha le capacità di gestire il problema dei prezzi dell’energia e dei carburanti (68%). Senza perdersi in tanti altri numeri, in sintesi, circa il 50% degli italiani è pessimista sul futuro.

Mentre facevo queste riflessioni, mi sono mangiato un mango coltivato in Sicilia. Sintomo di un cambiamento e di un adattamento tipico dell’uomo, ma riusciremo ad adattarci anche questa volta?
È bello parlare di tradizioni, di eccellenze del territorio, ma queste tradizioni e queste eccellenze si sono sviluppate in un contesto ben preciso. Dove tutto l’ambiente ne ha permesso lo sviluppo, ma adesso siamo in mezzo a un forte cambiamento, con pressioni “naturali” ed economiche. Il mango ne è un esempio. Per far posto a questa coltura, alloctona in Sicilia, altre sono scomparse. È successo con la patata, con il pomodoro, con il peperone. Prodotti arrivati da lontano e diventati nel tempo tradizione ed eccellenze.
Ci aspetta un futuro diverso da quello che si immaginava, con cambiamenti importanti sia sul fronte climatico sia su quello economico e sociale. Per mantenere determinate colture servono acqua ed energia, ma se queste diventano troppo costose sarà ancora possibile mantenerle? Il nostro mondo agricolo sarà in grado di affrontare questo cambiamento? Già adesso si stanno spostando gli areali delle colture verso il nord, con aree che stanno perdendo la capacità agricola a causa della scarsità d’acqua che è in costante peggioramento.
Siamo delle gocce d’acqua in un oceano, non possiamo controllare le correnti e cosa succederà, ma ognuno può dare un piccolo contributo: una luce spenta, un rubinetto chiuso, un tratto a piedi in più, evitare lo spreco di cibo comprando solo le giuste quantità. Piccole azioni che possono contribuire a cambiare il nostro stile di vita e anche aiutare il pianeta. Se negli anni ’70 l’Earth Overshoot Day avveniva a fine dicembre, adesso avviene attorno alla fine di luglio. Per l’Italia, il Country Overshoot Day è avvenuto il 3 maggio. In soli 126 giorni abbiamo simbolicamente consumato tutte le risorse che avevamo a disposizione per un intero anno. Il futuro si plasma anche attraverso le nostre scelte.
