A Valdobbiadene, Montebelluna e Pieve di Soligo tre centri per accertare l’idoneità degli stagionali e favorire il lavoro regolare
Prima di salire tra i filari, ogni lavoratore stagionale deve risultare idoneo al lavoro. Non è una formalità: è un accertamento sanitario previsto dalla normativa sulla sicurezza, pensato per tutelare chi lavora nei vigneti e, insieme, per dare alle aziende la certezza di assumere personale in salute e nel pieno rispetto delle regole. Nell’Alta Marca Trevigiana quel percorso da quest’anno sarà più semplice: tre centri sono stati attivati a Valdobbiadene, Montebelluna e Pieve di Soligo, dopo un tavolo istituzionale ospitato nella sede di Cantina Produttori di Valdobbiadene.
Una tutela per chi lavora, una garanzia per chi assume
La visita medica pre-vendemmiale serve prima di tutto a verificare che il lavoratore sia in condizione di reggere un’attività fisicamente impegnativa, spesso sotto il sole e per giornate lunghe. C’è anche un secondo aspetto, meno raccontato ma non meno concreto: un percorso sanitario accessibile toglie alle aziende un alibi per non seguire i canali regolari di assunzione. Dove l’accertamento è difficile da ottenere, cresce il rischio che qualcuno preferisca la scorciatoia del lavoro irregolare, un problema che il comparto agricolo conosce da tempo, specie nei periodi di massimo bisogno di braccia come la raccolta delle uve.

Il tavolo istituzionale
Nei giorni scorsi la cantina ha ospitato l’incontro tra Ulss 2 Marca Trevigiana, i Consorzi di Tutela del territorio e le principali organizzazioni agricole. Al tavolo il direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, Giancarlo Bizzarri, insieme al presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, Franco Adami, e al presidente del Consorzio Vini Asolo Montello, Michele Noal. Presenti anche i rappresentanti di Cia, Coldiretti e Confagricoltura, ricevuti dal presidente di Cantina Produttori di Valdobbiadene, Stefano De Rui.
Il tema in discussione era pratico: il percorso sanitario obbligatorio per gli stagionali impegnati nella raccolta delle uve va preparato ogni anno con largo anticipo, e richiede un coordinamento tra aziende, istituzioni sanitarie, consorzi e associazioni di categoria che non sempre è agevole. Un servizio lontano o con tempi di attesa lunghi rischia di scoraggiare le imprese dal seguire la procedura corretta, proprio nel momento in cui servono più braccia.
Tre centri sul territorio
Il risultato dell’incontro è la distribuzione del servizio su tre punti dell’area produttiva, con l’obiettivo di ridurre tempi e spostamenti in un periodo di lavoro intenso per il comparto vitivinicolo. I centri di Valdobbiadene, Montebelluna e Pieve di Soligo copriranno sia le Colline del Conegliano Valdobbiadene, iscritte tra i patrimoni Unesco dal 2019, sia l’areale dell’Asolo Prosecco.
La collaborazione mette insieme l’Ulss 2 Marca Trevigiana, il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e il Consorzio Vini Asolo Montello, con il supporto delle organizzazioni agricole.
Il ruolo delle organizzazioni agricole
Cia, Coldiretti e Confagricoltura si occuperanno di diffondere le informazioni operative presso le aziende associate, per favorire l’accesso al servizio e accompagnare le imprese nella preparazione alla vendemmia. Un compito non secondario: molte piccole aziende non conoscono i tempi e le modalità dell’accertamento, e rischiano di arrivare alla vendemmia senza aver messo in regola gli stagionali.
Adami e Noal, presidenti dei due Consorzi di Tutela, hanno accolto con favore l’accordo, che descrivono come un modo per rendere più ordinato e tracciabile il lavoro stagionale in collina.
Sedi, date, orari e modalità di prenotazione delle visite saranno comunicati nelle prossime settimane attraverso i canali istituzionali degli enti coinvolti.
