Tabacco 4.0: nasce la filiera digitale italiana

A Napoli firmato l’accordo tra Bat Italia, Confagricoltura e i consorzi New Tab e ProTab: 400 pmi e 6.000 agricoltori connessi

A Napoli è stata siglata l’intesa che mette in piedi la prima filiera integrata del tabacco completamente italiana: digitalizzata, tracciabile dall’impianto alla manifattura, monitorata con dati satellitari e intelligenza artificiale. L’accordo, che copre il triennio 2026-2028, coinvolge Bat Italia, Confagricoltura, il consorzio New Tab (Veneto) e ProTab Italia (Campania), e riguarda oltre 400 piccole e medie imprese e 6.000 operatori agricoli.

Il progetto prende il nome di WePlant ed è il cuore tecnico dell’intesa: una piattaforma per l’agricoltura di precisione con tracciabilità end to end di tutte le fasi produttive. La tabacchicoltura italiana è la prima in Europa, con una produzione annua che supera i 43 milioni di tonnellate di foglie.

Polo produttivo a Trieste, acquisti strutturali in Campania

Bat Italia opera in Italia da oltre vent’anni. Il polo manifatturiero è a Trieste, dove l’azienda ha pianificato investimenti per 500 milioni di euro in 15 anni. Il Mezzogiorno, e la Campania in particolare, resta il principale bacino di approvvigionamento della materia prima: lo scorso settembre, l’azienda aveva già firmato un memorandum con il Ministero dell’Agricoltura per l’acquisto strutturale fino a 15.000 tonnellate di tabacco all’anno per tre anni.

Piantagione di tabacco in Toscana
Piantagione di tabacco in Toscana

«È una testimonianza dell’importanza della creazione di sistema tra i vari interlocutori della nostra industria», ha detto Simone Masè, presidente e amministratore delegato di Bat Italia, sottolineando che l’accordo punta a «creare valore non solo per oggi ma anche nel medio e lungo termine».

La coltivazione che non si può sostituire

Il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra ha inquadrato la firma di oggi come un passo ulteriore nel percorso avviato con il memorandum di settembre. Ha insistito su un punto preciso: in quattro regioni italiane, il tabacco non è una coltura sostituibile con un’altra, e la sua eventuale scomparsa avrebbe ricadute sociali dirette su oltre 50.000 addetti.

«Fino a che non c’era questo governo, tutti si muovevano un po’ per conto loro», ha aggiunto La Pietra, rivendicando un coordinamento tra Salute, Mef e Agricoltura che in precedenza mancava quando si trattava di politiche sul settore.

Hubfarm e WePlant: la convergenza digitale

Confagricoltura porterà nell’accordo la piattaforma Hubfarm, con l’obiettivo di sviluppare sinergie con WePlant per costruire un modello di gestione integrata e sostenibile. Per il presidente Massimiliano Giansanti si tratta di un accordo «quasi storico», perché da anni non veniva sottoscritto un’intesa di questa portata per il comparto tabacchicolo.

«È una coltivazione estremamente sostenibile», ha detto Giansanti. Negli ultimi anni i processi agronomici hanno ridotto l’impatto ambientale senza intaccare l’intensità di manodopera — una caratteristica che, in alcune province, ha un peso diretto sull’occupazione locale.

L’accordo entra in vigore nell’anno in cui l’Italia consolida la sua posizione di primo produttore europeo di tabacco grezzo. La prossima verifica degli obiettivi è prevista a fine 2026.

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