Sanpellegrino investe 40 milioni di euro fino al 2030 per tutelare l’acqua, la biodiversità e le comunità locali in Italia
Riforestare boschi distrutti da una tempesta, ampliare un’oasi umida in Toscana, costruire bacini per ricaricare una falda nel Padovano: non è il programma di un ente pubblico, ma quello di un’azienda che vende acqua minerale. Sanpellegrino ha presentato a marzo 2026 il programma F.O.N.T.E. — acronimo di Futuro, Origine, Natura, Territorio ed Ecosistemi — con un impegno da 40 milioni di euro fino al 2030.
Non è un salto nel vuoto. Negli ultimi cinque anni l’azienda ha già investito circa 30 milioni in interventi simili nelle aree in cui opera. F.O.N.T.E. dà un nome e una cornice strutturata a quello che finora era rimasto un insieme di progetti separati.
L’oasi di Gabbianello, in Toscana
A Barberino del Mugello, in provincia di Firenze, Sanpellegrino ha sostenuto la rigenerazione dell’Oasi di Gabbianello, riconosciuta come Area Naturale Protetta di Interesse Locale dalla Regione Toscana. Venticinque ettari in tutto, otto dei quali occupati da stagni: l’intervento ha esteso le zone umide di oltre il 30%, migliorato la gestione idraulica e creato percorsi aperti al pubblico.

L’Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura) ha valutato positivamente il progetto, riconoscendone il metodo scientifico e l’impatto sulla fauna locale. L’oasi è un punto di sosta per gli uccelli migratori lungo la rotta tirrenica: anfibi e avifauna sono tra le specie su cui si è concentrato il lavoro di tutela.
La Valtellina dopo la tempesta Vaia
Nel 2018 la tempesta Vaia ha distrutto circa 115 ettari di foresta nel Comune di Valdisotto, in Valtellina. Sanpellegrino è entrata nel progetto di ripristino insieme al Comune, al Consorzio Forestale Alta Valtellina e all’Università degli Studi di Milano. I lavori sono partiti nel 2023 e si svilupperanno in più fasi fino al 2033: bonifica, riforestazione, bioingegneria del suolo e, tra le misure più specifiche, l’installazione di cassette-nido per uccelli insettivori e rapaci tipici degli ambienti alpini.
La falda del Brenta
A Carmignano di Brenta (PD), il progetto più tecnico dei tre già completati: due bacini artificiali che nei periodi di piena raccolgono acqua dal fiume Brenta e la lasciano filtrare nella falda sotterranea. Ogni anno il sistema può ricaricare circa 750.000 metri cubi d’acqua, risorsa utile soprattutto per l’agricoltura nei mesi più caldi.
Cosa prevede F.O.N.T.E. da qui al 2030
Tra i nuovi progetti annunciati c’è il Progetto Paradiso a San Pellegrino Terme (BG): sei ettari nell’area storica Paradiso, con un bosco e due edifici abbandonati da recuperare. Sanpellegrino ha ottenuto la concessione per 99 anni, al termine dei quali l’area tornerà al Comune. Oltre al recupero architettonico, il piano prevede nuove superfici prative e spazi dedicati alla biodiversità, con ricadute sull’attrattività turistica della Val Brembana.

C’è poi l’impianto Nossana, in provincia di Bergamo: un’infrastruttura pubblica che garantirà l’approvvigionamento idrico a oltre 300.000 abitanti anche in situazioni di stress idrico o eventi atmosferici estremi. Completato che sia, verrà donato ad Uniacque.
Lo standard AWS e il quadro globale
Tutti gli stabilimenti italiani di Sanpellegrino hanno la certificazione Aws (Alliance for water stewardship), uno standard internazionale che verifica la gestione sostenibile della risorsa idrica, il rispetto del bilancio e la collaborazione con i territori circostanti. Il percorso è cominciato nel 2020 e prevede audit annuali. Il gruppo Nestlé Waters & Premium Beverages ha certificato tutti i 39 stabilimenti di imbottigliamento nel mondo e conta 70 progetti di rigenerazione idrica attivi a livello globale.
