Nove milioni di euro per ridare vita a un’area abbandonata: S.Pellegrino investe sul futuro del suo territorio
Nel comune di San Pellegrino Terme c’è un angolo di collina che da anni attende di tornare a vivere. Si chiama “Area Paradiso”: sei ettari di bosco con due edifici storici affacciati sulla Val Brembana, in posizione panoramica, oggi silenziosi e in stato di abbandono. A riportarla in vita sarà Sanpellegrino, con un investimento da circa 9 milioni di euro interamente a carico dell’azienda.
Il progetto, battezzato con il nome del luogo stesso — Progetto Paradiso — è stato presentato il 4 marzo 2026. Non si tratta di una semplice ristrutturazione: l’obiettivo è trasformare l’area in un polo di ospitalità integrata con il paesaggio, nel rispetto delle preesistenze architettoniche e della natura circostante.
Cosa prevede il progetto
I due edifici storici saranno recuperati mantenendone la riconoscibilità originaria, con materiali naturali scelti per minimizzare l’impatto visivo e ambientale. Attorno a loro, il progetto paesaggistico prevede nuove superfici prative, la conservazione degli alberi esistenti e la creazione di spazi dedicati alla biodiversità — pensati anche per favorire la presenza di insetti impollinatori.
L’intera area è stata concessa a Sanpellegrino per 99 anni dal Comune di San Pellegrino Terme, al termine dei quali tornerà alla disponibilità pubblica. Nel frattempo, la riqualificazione punta a rafforzare l’attrattività turistica dell’intera Val Brembana, offrendo ai visitatori un’esperienza immersa nella natura.

L’acqua, prima di tutto
Accanto al Progetto Paradiso, l’azienda porta avanti da anni un lavoro meno visibile ma altrettanto concreto: la tutela della risorsa idrica del territorio.
Lo stabilimento di Ruspino detiene dal 2020 la certificazione Alliance for Water Stewardship (AWS), uno standard internazionale che attesta una gestione responsabile delle acque: rispetto del bilancio idrico, condivisione delle conoscenze, collaborazione con le comunità locali per preservare la qualità delle sorgenti.
Sul fronte della ricerca, è attivo un progetto di monitoraggio idrologico del bacino imbrifero sviluppato insieme all’Università degli Studi di Firenze. Lo scopo è studiare i movimenti dell’acqua sotterranea e superficiale per capirne gli equilibri nel tempo, con particolare attenzione alle variazioni indotte dai cambiamenti climatici.
La parola all’amministratore delegato
«Progetto Paradiso nasce da un legame profondo con la Val Brembana e dalla volontà di contribuire al suo sviluppo e tutela», ha dichiarato Michel Beneventi, amministratore delegato e presidente di Sanpellegrino. «Si tratta di un investimento aziendale pensato per generare valore per la comunità nel lungo periodo, rafforzando l’attrattività turistica e preservando il patrimonio storico, paesaggistico e ambientale. Parallelamente, proseguiamo l’impegno per la tutela della risorsa idrica con iniziative per aumentare la resilienza del territorio: dal monitoraggio scientifico del bacino imbrifero all’impianto Nossana, mettiamo in campo strumenti diversi ma complementari per affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e garantire continuità e qualità dell’acqua nel lungo periodo, a beneficio delle collettività».
Un impianto per 300.000 persone
Il progetto più strutturato sul tema idrico è però l’impianto Nossana, un’opera pubblica in corso di realizzazione che, una volta completata, garantirà un approvvigionamento idrico stabile a oltre 300.000 abitanti della provincia di Bergamo — anche in presenza di eventi atmosferici estremi o precipitazioni abbondanti.
A lavori ultimati, l’impianto verrà donato a Uniacque, la società che gestisce il servizio idrico integrato della provincia, e rimarrà a disposizione della collettività.
Radici profonde
San Pellegrino Terme è il luogo da cui tutto è partito. L’acqua che porta il nome della cittadina brembana è oggi distribuita in oltre 150 paesi. Eppure la Val Brembana rimane il punto d’origine di un marchio che, con queste iniziative, sembra voler ribadire un legame che va oltre la produzione: una presenza radicata nel territorio, con ricadute concrete per chi ci vive.
