Il raddoppio produttivo di Pastificio dei Prai porta la pasta a nido trafilata al bronzo su scaffali in Europa, Asia e Paesi arabi
Pastificio dei Prai ha inaugurato nel proprio stabilimento di San Martino di Lupari, in provincia di Padova, la nuova linea produttiva che porta la capacità da 950 a 1.900 kg all’ora. Il risultato è immediato: lo stesso pastificio veneto che dal 1984 rifornisce i principali marchi della grande distribuzione in Italia e all’estero può ora produrre il doppio, senza cambiare una virgola del processo. La trafilatura al bronzo resta, l’essiccazione lenta resta, il formato a nido resta.
La pasta dei Prai sarà più facile da trovare sia nel mercato italiano sia nei mercati europei ed extra-Ue dove l’azienda è già presente.

Un’azienda da 50 milioni che punta al 45% in più di fatturato
Pastificio dei Prai fa parte di Bergi Holding, gruppo che comprende anche Bergi,distributore di prodotti dolciari di grandi marchi internazionali, e Panificati Valpò. Il fatturato complessivo del gruppo si attesta intorno ai 50 milioni di euro. L’investimento nella nuova linea, secondo le previsioni dell’azienda, sosterrà un incremento del 45% del fatturato già nel 2026, con un tasso di utilizzo dell’impianto all’80% entro il 2027.
Lo stabilimento occupa 6.500 metri quadri all’interno di un’area di 22.000 metri quadri e opera su tre turni h24. Il ciclo produttivo è integralmente automatizzato: dall’impasto al confezionamento fino alla pallettizzazione, senza interruzioni manuali.
Pasta a nido, solo pasta a nido
La scelta di specializzarsi in un unico formato — il nido, quello lungo — non è una curiosità produttiva ma una strategia precisa. Il pastificio produce e distribuisce pasta per i più noti marchi privati della grande distribuzione organizzata, in Italia e all’estero. Significa che la pasta a nido che molti consumatori acquistano con l’etichetta del supermercato ha buone probabilità di essere uscita da questo stabilimento padovano.
Il portafoglio comprende tre linee: pasta di semola, pasta all’uovo e paste speciali, tutte nel formato nido. I mercati serviti includono l’Europa, l’Asia, il Canada e i Paesi arabi. L’azienda esporta in quattro continenti sia con il proprio marchio Pasta dei Prai sia a marchio privato.

La trafilatura al bronzo: cosa cambia nel piatto
La trafilatura al bronzo produce una superficie più rugosa rispetto alle trafile in teflon: il condimento aderisce meglio, la pasta tiene la cottura più a lungo. I Prai abbinano questo processo a un’essiccazione lenta, che preserva la struttura del glutine. È una scelta produttiva che ha un costo — le trafile in bronzo si rovinano più in fretta — ma che si sente nel piatto.
Il direttore generale Gianfranco Bergamin ha commentato l’inaugurazione in questi termini: «L’attivazione di questa nuova linea ci consente di rafforzare la capacità produttiva, mantenendo al centro qualità e tradizione italiana in un processo altamente automatizzato, dall’impasto al confezionamento fino alla pallettizzazione».
Certificazioni che aprono mercati
Per vendere pasta halal in Arabia Saudita o kosher negli Stati Uniti servono certificazioni specifiche. Pastificio dei Prai le ha ottenute entrambe, insieme a IFS Food, BRC Food e Vegan, oltre alla registrazione Fda Usa. Sono queste certificazioni a rendere possibile la presenza nei mercati più regolamentati, dove i requisiti di accesso sono più stringenti che in Europa.
La qualità è monitorata in ogni fase: materie prime, semilavorati, prodotti finiti, ambienti produttivi e filiera.
Fotovoltaico da 900 kW
Il raddoppio della produzione porta con sé un aumento dei consumi energetici. Per compensare, lo stabilimento è dotato di un impianto fotovoltaico da 900 kW che copre il 25% del fabbisogno elettrico e riduce le emissioni di circa 280 tonnellate di CO₂ all’anno. È previsto anche un piano di piantumazione di alberi ad alta capacità di sequestro del carbonio.
Nel 2018 era iniziata la costruzione della fabbrica 4.0 con impianti altamente tecnologici, che aveva già posto le basi per il rafforzamento internazionale. Questa inaugurazione è il secondo salto di scala in meno di dieci anni.
Con 1.900 kg all’ora e una saturazione produttiva attesa all’80% nel 2027, il pastificio di San Martino di Lupari si posiziona tra i principali produttori europei in questo settore.
