Cinque comuni della Maremma grossetana puntano su vino, olio e prodotti tradizionali con un modello di agricoltura sostenibile
Tra le colline della Maremma grossetana, dove vigne e ulivi crescono da secoli, sta prendendo forma un progetto che guarda al futuro dell’agricoltura. Pitigliano, Sorano, Semproniano, Castell’Azzara e Roccalbegna hanno dato vita al distretto biologico Aldobrandesco, il dodicesimo della Toscana.
Non si tratta di una semplice operazione di marketing territoriale. Qui quasi metà della superficie agricola – il 48% per la precisione – è già coltivata con metodo biologico. Parliamo di circa 400 aziende su 909 totali che hanno scelto questa strada, lavorando su oltre 21mila ettari di terreno.

Un territorio che produce eccellenze
Il cuore di questa zona batte per vino e olio. Le vigne danno vita a tre denominazioni: la DOCG Montecucco a Roccalbegna, la DOC Bianco di Pitigliano (prodotta tra Pitigliano e Sorano) e la DOC Sovana. L’intera area rientra nella DOC Maremma, e i comuni fanno parte di percorsi enogastronomici consolidati come le “Strade del Vino Montecucco” e la “Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma”.
Per quanto riguarda l’olio, si produce il Toscano IGP, ottenuto da blend di diverse varietà di olive locali. Una produzione che affonda le radici nell’antichità e che continua a caratterizzare il paesaggio e l’economia di questi territori.
Prodotti da riscoprire
Oltre a vino e olio, il distretto custodisce prodotti tradizionali che vale la pena conoscere. Il Pecorino delle cantine di Roccalbegna, stagionato secondo metodi antichi. Il Fagiolo borlotto nano di Sorano, una varietà locale particolare. E lo Sfratto di Pitigliano, un dolce dalla storia curiosa legato alla comunità ebraica del borgo.
Tra montagna e biodiversità
La peculiarità di quest’area sta nel suo essere fragile e ricca allo stesso tempo. Sono zone agricole montane, difficili da lavorare, ma proprio per questo hanno mantenuto una biodiversità importante. Oltre alla coltivazione, qui si pratica l’allevamento e la pesca nelle acque interne, attività che completano il quadro produttivo del territorio.
Il distretto nasce da un accordo tra amministrazioni locali, aziende agricole e comunità, con l’obiettivo di valorizzare queste caratteristiche puntando su un modello di sviluppo sostenibile. La Toscana, che ha normato i distretti biologici con una legge del 2019, ora ne conta dodici in totale.
Per chi cerca prodotti autentici e vuole sapere da dove arriva quello che porta in tavola, il distretto Aldobrandesco rappresenta una garanzia in più. Un territorio che ha scelto di investire sulla qualità, rispettando l’ambiente e le tradizioni locali.
