Il gianduiotto compie 160 anni, Caffarel lo celebra

A Torino un’installazione sensoriale per scoprire il cioccolatino che ha fatto la storia. Appuntamento il 29 e 30 novembre

C’era una volta una crisi. Mancava il cacao, era il periodo del Risorgimento, e i cioccolatieri torinesi dovettero inventarsi qualcosa. Mescolarono quello che avevano – un po’ di cioccolato e tante nocciole piemontesi – e venne fuori quello che oggi conosciamo come gianduiotto. Era il Carnevale del 1865. Centosessant’anni dopo, quel cioccolatino dalla forma a goccia è ancora qui, e Caffarel lo festeggia con un evento a Torino.

La nascita di un’icona

Il gianduiotto nasce per necessità, ma diventa subito un simbolo. Il nome arriva dalla maschera torinese Gianduja, e la forma particolare – quella specie di barchetta rovesciata – viene dal gesto del pasticcere che spremeva l’impasto dalla sacca da pasticceria. Caffarel ha mantenuto quel metodo di lavorazione, l’estrusione, che dà al cioccolatino quella consistenza morbida che tutti conosciamo.

La ricetta è rimasta fedele all’originale: cacao finissimo e Nocciola Piemonte IGP. Il gianduiotto è stato anche il primo cioccolatino incartato al mondo, quel dettaglio dell’incarto dorato che ancora oggi fa parte del rito di aprirlo e mangiarlo.

Caffarel gianduiotto 160 Anni
Caffarel celebra i 160 anni del gianduiotto

L’evento a Torino

Per i 160 anni, Caffarel organizza un’installazione a Torino, in via Lagrange angolo via Marcello Soleri, il 29 e 30 novembre. La struttura riprende la forma del gianduiotto e dentro c’è un percorso attraverso i cinque sensi.

Si parte dall’olfatto, con i profumi di cacao e nocciola. Poi c’è la parte audio, dove si racconta come nasce il gianduiotto e come viene lavorato. Il momento clou è la degustazione: si assaggia il Gianduia 1865 e le nocciole tostate. C’è anche una parte tattile, per toccare le texture che richiamano la morbidezza del cioccolatino, e infine materiali d’archivio e immagini che mostrano la storia del prodotto.

Le tre versioni

Durante l’evento si possono scoprire le tre anime del Gianduia 1865. C’è il Classico, quello della ricetta originale. Poi il Fondente, per chi preferisce un gusto più intenso. E infine l’Intenso, la versione con il carattere più marcato e persistente.

Un appuntamento per chi vuole conoscere meglio un pezzo di storia della pasticceria italiana, in una città che del cioccolato ha fatto una bandiera.

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