Tre nuove referenze bio, farro e mirtillo, integrale albicocca, cacao e nocciole, per chi fa dello spuntino il quarto pasto
Germinal Bio lancia tre nuovi snack biologici e rinnova i pack dell’intera linea «Buoni per Natura»: monoporzioni pensate per il consumo fuori casa, senza lattosio, con farine integrali e grani antichi come il farro. Il brand veneto amplia così la sua presenza nel segmento “on the go” in un momento in cui lo snacking è diventato parte strutturale della giornata alimentare degli italiani.
Farro, albicocca e cacao: le tre novità
La prima delle nuove referenze è lo Snack farro e mirtillo: una pastafrolla a base di farina integrale di farro e farina di riso, con farcitura ai mirtilli. La combinazione punta sull’acidità fruttata del mirtillo per bilanciare il sapore più rustico del cereale. Fonte di fibre e privo di lattosio.

Lo Snack integrale albicocca segue la stessa logica: farina integrale da agricoltura biologica, farcitura all’albicocca per la nota dolce-acidula. Anche in questo caso, niente lattosio e presenza di fibre. La terza novità è lo Snack cacao e nocciole, pastafrolla farcita con una crema al cacao e nocciole; un gusto più indulgente rispetto agli altri due, pensato sia per una pausa veloce che per un momento di consumo più rilassato.
Restyling anche per i prodotti già in linea
Oltre alle novità, Germinal Bio interviene sull’identità visiva di prodotti già presenti a scaffale. Gli Snack senza glutine — nelle varianti riso e cacao, mirtillo e albicocca — mantengono le formulazioni originali ma ricevono una nuova veste grafica. Stesso trattamento per lo Snack quinoa e cacao, ora anch’esso con il nuovo incarto monodose stampato.
«Oggi il mondo dello snacking riflette una domanda di spuntini bilanciati, più salutari e funzionali, che vanno incontro anche alle esigenze dei target più attenti al benessere» dichiara Antonio Capalà, responsabile vendite di Germinal Bio. L’azienda di Castelfranco Veneto (TV) sceglie questo momento per un intervento che tocca sia l’assortimento sia la comunicazione di prodotto.
Lo spuntino come quarto pasto: i dati del mercato
I numeri del mercato aiutano a capire perché Germinal Bio abbia scelto questo momento. Il report «Snacking Revolution» elaborato dallo Shopper Panel YouGov — che monitora acquisti di oltre 17.000 famiglie italiane — registra che lo spuntino è abitudine quotidiana per il 79% degli italiani, con il 55% che lo colloca nel pomeriggio. Il fenomeno è più marcato nella fascia 18-34 anni e nel nord-ovest del Paese.

Le famiglie italiane acquirenti di snack erano 26,5 milioni nel 2025, contro 26 milioni nel 2024, con una frequenza d’acquisto salita a 78 volte l’anno e una spesa media di 426 euro a famiglia. Lo snack compare ormai nel 45% dei carrelli della spesa.
Sul fronte qualitativo, crescono i prodotti «senza» — lattosio, zucchero, glutine — con una penetrazione dell’87,2% nel 2025, e le alternative plant-based, in aumento sia in penetrazione (67,3%) sia in spesa. La linea «Buoni per Natura» lavora proprio su questa domanda.
Snackification: un cambiamento strutturale, non una moda
La snackification — il progressivo scivolamento dal pasto tradizionale verso una sequenza di piccole assunzioni distribuite nella giornata — ha numeri ormai consolidati. L’Osservatorio di Behavioural Sensory Science di Adacta International descrive il trend come la frammentazione del pasto in esperienze più piccole, frequenti e mobili, progettate per essere gestite rapidamente ma vissute in modo sensorialmente appagante.
I formati monoporzione rispondono a questa esigenza in modo diretto. Il mercato italiano degli snack è stimato in crescita di 2,5 miliardi di dollari entro il 2030; tra i segmenti più dinamici, quello dei «better-for-you snack», biologici, senza allergeni, ad alta leggibilità degli ingredienti, vale già oggi circa 40,9 miliardi di dollari a livello globale.
La sfida, per le aziende che operano nel bio, è tenere il passo con la pressione delle private label salutistiche che popolano sempre di più le corsie della grande distribuzione. Germinal Bio sceglie di rispondere con l’assortimento e con un restyling grafico che punta sull’identità di marca: una scommessa sul fatto che il consumatore attento al benessere sia disposto a pagare di più se riconosce quello che compra.
