Lorenzo Romano torna in piazza Santa Felicita con 40 coperti, i piatti della deception gastronomica e i cocktail di Luca Picchi
Un finto pomodoro che cita Magritte, una carbonara costruita su crema pasticciera, una mela che non è una mela: l’Insolita Trattoria riapre ad aprile 2026 in piazza Santa Felicita, a Firenze, a pochi passi da Ponte Vecchio. Lo chef Lorenzo Romano porta il suo ristorante nel cuore del centro storico dopo un anno dalla chiusura della sede di Coverciano, con 40 coperti interni e una trentina all’esterno.
Il locale è in guida Michelin dal 2020. La cucina lavora sul principio della deception gastronomica: il commensale vede una cosa, ne assaggia un’altra. «Nulla è ciò che sembra» è il motto del ristorante, e Romano non ha intenzione di cambiarlo.

I piatti che tornano
Tornano i signature dishes che hanno costruito la reputazione del locale. La Carbonara usa crema pasticciera al posto della base classica, con il tuorlo d’uovo grattato come fosse bottarga: «Tutto ciò che c’è di dolce nella crema pasticciera viene sostituito da ingredienti sapidi», spiega Romano. La Tartare presenta un tuorlo che in realtà è una sferificazione di mango. Il dessert Granny Smith è una finta mela che richiede otto ore di lavorazione.
Il piatto manifesto resta il Ceci n’est pas un tomate, omaggio dichiarato al surrealismo di René Magritte. Romano è autodidatta, ha costruito il proprio metodo fuori dagli schemi accademici: «Porto avanti una cucina quasi surrealista — racconta — libera da schemi e limiti. Il fatto di essere autodidatta mi ha dato la possibilità di costruirmi un percorso del tutto personale, non legato alle tecniche tradizionali e agli usi classici».
L’Insolita Trattoria nasce come evoluzione della Trattoria Tre Soldi, l’attività di famiglia avviata nel 1952 in viale D’Annunzio.

La nuova carta cocktail
Con il trasferimento arriva anche un angolo bar con una carta di sei signature cocktail firmata da Luca Picchi, bartender di riferimento a livello internazionale. Ogni drink è pensato per spiazzare: stesso principio dei piatti, applicato al bicchiere. L’aperitivo diventa un momento a sé, abbinato a piccoli bite che seguono la stessa logica della deception.
Sala e bancone sono affidati a Riccardo Di Rocco.
