Il report dell’ispettorato, presentato al Masaf con il Conaf, indica 497 sequestri e 47,8 milioni di euro di valore contestato
Nei giorni scorsi l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi (Icqrf) ha presentato a Roma, nella Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), il Report attività 2025. All’incontro ha partecipato il Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf), in una giornata che ha unito due ricorrenze: i 40 anni dalla fondazione dell’ispettorato, nato nel 1986, e i 50 anni dal riordino della professione di agronomo e forestale, disciplinato nel 1976.
I numeri dei controlli
Nel corso del 2025 l’Icqrf ha effettuato 54.913 verifiche lungo l’intera filiera agroalimentare. Il presidio di laboratorio ha registrato 10.837 controlli analitici, con 367.039 determinazioni eseguite su 55.314 prodotti.
L’attività di contrasto agli illeciti ha portato a 5.559 contestazioni amministrative, 3.411 diffide e 132 notizie di reato trasmesse all’autorità giudiziaria. I sequestri sono stati 497, per un valore economico superiore ai 47,8 milioni di euro.

Dop, Igp e vino sotto osservazione
Tra i comparti più controllati figurano i prodotti a Indicazione geografica, con 6.448 verifiche specifiche su Dop e Igp, e il settore vitivinicolo, che ha superato gli 11.000 controlli. Sono numeri che l’ispettorato lega alla necessità di garantire tracciabilità e autenticità in due filiere particolarmente esposte a imitazioni e contraffazioni.
La stretta sulle pratiche commerciali sleali
Un capitolo del report riguarda l’applicazione del decreto legislativo 198 del 2021, che tutela produttori e fornitori dalle pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare. I controlli in questo ambito sono passati dai 488 del 2023 ai 3.536 del 2025, un aumento che l’Icqrf attribuisce al progressivo rafforzamento degli strumenti normativi a protezione dei produttori più piccoli.

Le parole dell’incontro
«Dal 2023 i controlli sono aumentati del 21%, con un conseguente incremento delle sanzioni. Ma il risultato più importante è la deterrenza»: così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha commentato i dati del report, legandoli all’ampliamento dell’organico degli ispettori, ridotto negli anni dai pensionamenti. «Quando i controlli ci sono, chi vuole mettere in discussione il nostro sistema di qualità, attraverso la concorrenza sleale o vere e proprie frodi ai danni dei cittadini, sa di correre rischi maggiori e, quindi, è portato a farlo molto meno rispetto al passato», ha aggiunto, annunciando nuovi ispettori nei prossimi mesi.
Per il capo dipartimento dell’Icqrf, Felice Assenza, il quarantennale coincide con «un percorso lungo e importante, caratterizzato da una costante capacità di evoluzione e di adattamento alle trasformazioni del settore agroalimentare e alle politiche nazionali, europee e internazionali». Assenza ha definito l’ispettorato «un’amministrazione moderna, autorevole e riconosciuta nel panorama nazionale e internazionale dei controlli agroalimentari».
Il presidente del Conaf, Mauro Uniformi, ha collegato i risultati raggiunti dalla filiera agroalimentare italiana «all’impiego di competenze e conoscenze specialistiche capaci di produrre cibo sano e sicuro e di farlo in modo sostenibile sia economicamente che socialmente». Per Uniformi, Icqrf e Conaf sono «due partner con l’obiettivo comune di assicurare ai consumatori italiani e internazionali cibo sicuro, di qualità e nel rispetto delle regole».
«In un sistema che vale circa il 15% del Pil nazionale e in un Paese che detiene il maggior numero di indicazioni geografiche riconosciute, garantire autenticità, origine e sicurezza dei prodotti significa tutelare consumatori, imprese e reputazione del Made in Italy»: il presidente del Crea, Andrea Rocchi, ha rivendicato il ruolo della ricerca pubblica, «attraverso metodiche avanzate, tecnologie all’avanguardia, biomarcatori e sistemi di analisi innovativi», nel costruire quelle che ha definito «vere e proprie impronte scientifiche delle produzioni».
Sul fronte delle importazioni, il presidente di Nomisma, Paolo De Castro, ha puntato il dito contro la procedura doganale europea del traffico di perfezionamento attivo, definita «la madre di tutte le frodi»: «C’è la necessità di lavorare di più sulla procedura doganale europea Tpa, come abbiamo fatto con lo zucchero, analogamente dovremmo fare per l’olio, perché importare a dazio zero nei paesi terzi per poi riesportare si presta a qualche utilizzo truffaldino».
Al Masaf è intervenuto anche il senatore Luca De Carlo, presidente della commissione Agricoltura di Palazzo Madama, secondo cui «la sicurezza è al servizio dell’agroalimentare per tutelare i consumatori e quei produttori che rappresentano la stragrande maggioranza e che ogni giorno lavorano con serietà e nel rispetto delle regole». De Carlo ha aggiunto che «l’Italia è riconosciuta nel mondo per la qualità delle sue produzioni, che passa attraverso la sicurezza da garantire per essere credibili prima di tutto nei confronti dei consumatori italiani e, di conseguenza, di quelli di tutto il mondo».
