Food e social, il gusto che fa tendenza

Come gli influencer ridefiniscono le scelte alimentari: dai burger virali ai gelati da 28 milioni di visualizzazioni

L’estate 2025 ha confermato una tendenza ormai consolidata: nel mondo del food&beverage, il successo di un prodotto dipende sempre meno dalla sua qualità intrinseca e sempre più dalla capacità di generare contenuti virali sui social media. Un fenomeno, analizzato nei dati da Inflead, piattaforma di influencer marketing intelligence, che sta in parte ridisegnando le regole del mercato alimentare, dove la visibilità online può determinare il destino di un brand più di una ricetta perfetta.

La controversia che ha fatto scuola

Il caso più emblematico è quello del burger di CiccioGamer89 a Roma. L’apertura del locale iBurger, promossa sui canali social dello youtuber, ha innescato una reazione a catena quando la creator Giuliacrossbow ha pubblicato una recensione negativa sulla qualità dei prodotti. La risposta piccata di CiccioGamer89 ha alimentato un dibattito pubblico che ha coinvolto altri volti noti del food su YouTube, come Franchino Er Criminale.

Cicciogamer89 con un suo hamburger
Cicciogamer89 con un suo hamburger

Il risultato? Il video di Franchino, che testava personalmente il locale evidenziandone le criticità, è diventato il contenuto più visualizzato del suo canale. Anche la recensione di Giuliacrossbow ha registrato le migliori performance del suo profilo. Un paradosso che illustra perfettamente come funziona l’economia dell’attenzione: un prodotto mediocre può generare più visibilità di un’eccellenza gastronomica.

Il gelato come contenuto virale

Se il caso burger ha mostrato il lato controverso del fenomeno, il settore del gelato ha dimostrato come sfruttare al meglio questa dinamica. Nell’estate 2025, le gelaterie e i brand industriali hanno trasformato i loro prodotti in veri e propri contenuti social, puntando sull’estetica accattivante e sulla natura “instagrammabile” del gelato.

La collaborazione tra Sammontana e Plasmon per un “gelato-merenda” ha fatto leva sulla nostalgia e sul branding familiare, ottenendo risultati straordinari in termini di engagement. Algida ha celebrato i suoi gelati iconici attraverso provocazioni su TikTok, coinvolgendo creator come Gingi e Massimo Chiadò in reazioni virali.

Il picco è stato raggiunto dalla campagna “Scarta l’estate” di Cornetto, che ha saputo unire gelato, musica e storytelling emozionale. Dario Cosentino ha realizzato un reel con oltre 10 milioni di visualizzazioni su Instagram, mentre Valeria Vedovatti ha superato i 28 milioni di visualizzazioni su TikTok con un video “fresco e genuino”.

Charles Leclerc con i suoi gelati
Charles Leclerc con i suoi gelati

Il personal branding che si mangia

L’esempio più sofisticato è quello di LEC, il gelato firmato dal pilota di Formula 1 Charles Leclerc. In solo un anno, il brand ha raggiunto oltre 453.000 follower su Instagram, trasformandosi da prodotto alimentare a oggetto di desiderio. Un caso di personal branding che dimostra come la personalità del testimonial possa essere più importante degli ingredienti.

La nuova geografia del gusto

Questa evoluzione ha conseguenze profonde sul modo in cui i consumatori scelgono cosa mangiare. I giovani adulti e la Gen Z, target principale di queste strategie, si trovano a navigare in un mondo dove il confine tra contenuto e pubblicità è sempre più sfumato. La viralità diventa un ingrediente fondamentale, capace di influenzare le percezioni più della qualità organolettica.

I creator digitali non sono più semplici testimonial, ma veri catalizzatori di tendenze, capaci di creare legami emotivi con le loro community. Una recensione negativa può danneggiare un brand più di un richiamo sanitario, mentre un video virale può trasformare un prodotto mediocre in un fenomeno di massa.

Il paradosso del gusto digitale

Il risultato è un mercato alimentare dove l’autenticità è spesso costruita a tavolino, dove la spontaneità è programmata e dove il successo dipende più dalla capacità di generare buzz che dalla bontà del prodotto. Un paradosso che riflette i tempi in cui viviamo: l’era in cui si mangia prima con gli occhi del telefono e poi con la bocca.

Per i consumatori, questo significa sviluppare una nuova forma di alfabetizzazione digitale, imparando a distinguere tra contenuto genuino e strategia di marketing. Per i brand, la sfida è quella di trovare un equilibrio tra viralità e sostanza, tra engagement e qualità del prodotto.

L’estate 2025 ha dimostrato che oggi il gusto più importante non è quello che si percepisce al palato, ma quello che si trasmette attraverso lo schermo.

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