Csqa allarga il paniere di Indicazioni Geografiche incorporando Check Fruit: controlla 98 prodotti Dop, Igp e Stg in 15 regioni
Il consorzio Arancia Rossa di Sicilia Igp si affiderà a Csqa per la certificazione, come altri 97 prodotti agroalimentari in Italia. Il Masaf, Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha dato il via libera con decreto ministeriale all’organismo di certificazione italiano Csqa a svolgere i controlli sulle Indicazioni Geografiche che prima erano affidate a Check Fruit, acquisita di recente.
Con questa acquisizione Csqa ora controlla una buona fetta dei prodotti a certificazione d’origine: salgono a una su tre le denominazioni controllate dall’ente italiano nel settore cibo Dop, Igp, Stg.

Csqa punta sul primato italiano
Con l’Italia ancora leader in Europa per numero di prodotti Dop, Igp e Stg (334 solo nel comparto agroalimentare), Csqa arriva a controllare 98 prodotti, distribuiti in 15 regioni del Belpaese e che coinvolgono oltre 19.000 operatori, per un valore alla produzione di 5,03 miliardi di euro, più della metà di quanto vale l’intero comparto food di Indicazione Geografica in Italia.
Dieci sono le nuove produzioni Dop e Igp affidate a Csqa, tutte del settore dell’ortofrutta: l’Arancia Rossa di Sicilia Igp, le Mele del Trentino Igp, la Patata di Bologna Dop, la Pera dell’Emilia Romagna Igp, le Clementine di Calabria Igp, il Marrone di Castel del Rio Igp, lo Scalogno di Romagna Igp, l’Asparago Verde di Altedo Igp, l’Asparago di Cantello Igp e il Ficodindia di San Cono Dop.
Le Indicazioni Geografiche «asset strategico»: le parole di Csqa
«L’autorizzazione rappresenta un passaggio molto importante — sottolinea Maria Chiara Ferrarese, direttrice generale e amministratrice delegata di Csqa —. Per noi questa operazione è prima di tutto una responsabilità. Significa mettere a disposizione delle filiere le competenze tecniche, il rigore e l’indipendenza necessari a tutelare le produzioni certificate, i produttori e i consumatori». Per Ferrarese è la dimostrazione che «la fiducia confermata dai Consorzi e dagli operatori coinvolti rafforza il nostro impegno a garantire un sistema di controllo autorevole, credibile e vicino ai territori. Le Indicazioni Geografiche sono un asset strategico per la competitività del Made in Italy e il loro sistema di garanzia deve essere in grado di evolvere insieme alle filiere. L’obiettivo è contribuire a rendere il sistema delle certificazioni sempre più solido, moderno e adeguato alle sfide future dell’agroalimentare italiano».
Cresce, dunque, anche il comparto ortofrutta Dop e Igp controllato da Csqa, che adesso verifica 45 filiere, circa il 39%, su un totale di 129 nazionali.
