Fedagripesca lancia l’allarme a Montepulciano: costi energetici, clima e concorrenza sleale minacciano 110 cooperative regionali
Le cooperative agricole e della pesca toscane sono in difficoltà. Lo ha dichiarato Fabrizio Tistarelli, presidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana, durante il convegno “Made in Toscana – La cooperazione agroalimentare incontra le istituzioni” svoltosi alla Vecchia Cantina di Montepulciano.
L’organizzazione rappresenta 110 cooperative sparse in tutta la regione, che coinvolgono migliaia di produttori. All’incontro hanno partecipato gli eurodeputati Dario Nardella e Francesco Torselli, la vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi e altri rappresentanti istituzionali.

Vino: vendite in calo e costi alle stelle
Il settore vitivinicolo, simbolo dell’agroalimentare toscano, sta attraversando una fase critica. Le vendite sono diminuite, i consumi sono cambiati e i costi energetici sono aumentati drasticamente. A questo si aggiungono i danni provocati dalla fauna selvatica e gli effetti del cambiamento climatico sui vigneti.
Secondo Tistarelli, servono interventi immediati su promozione all’estero, ristori per i danni subiti e semplificazione burocratica per evitare che il comparto perda competitività.
Olio d’oliva sotto pressione
L’olivicoltura toscana deve confrontarsi con due problemi principali: la concorrenza di oli extravergini a basso costo con scarsa tracciabilità e le conseguenze dei cambiamenti climatici. Questa situazione penalizza i produttori che rispettano gli standard qualitativi e rischia di marginalizzare un settore chiave per la biodiversità delle aree collinari.
Floricoltura e pesca: i settori più in difficoltà
Il florovivaismo e la floricoltura affrontano costi energetici elevati, insufficienza di fitofarmaci autorizzati e concorrenza estera. Mancano inoltre strumenti contrattuali adeguati che garantiscano stabilità alle imprese del settore.
La pesca si trova nella situazione più critica. Il costo del gasolio rende spesso antieconomica l’attività, mentre le cooperative di piccola pesca devono fare i conti con fermi biologici, vincoli ambientali e progetti infrastrutturali costieri. Nonostante questo, rappresentano l’unico modello compatibile con la tutela ambientale delle coste.

Zootecnia e foreste: due pilastri in declino
Negli allevamenti bovini e ovini si registra una riduzione del numero di aziende, con conseguente perdita di presidi nelle aree marginali e diminuzione dell’offerta di carne e latte locali. Il settore forestale, fondamentale per la gestione ambientale della montagna, soffre per la mancanza di risorse destinate al contrasto del dissesto idrogeologico e per l’eccesso di burocrazia.
L’appello alle istituzioni
Fedagripesca Confcooperative Toscana ha chiesto alle istituzioni un “nuovo patto per la Toscana” che tenga conto delle difficoltà del settore. Le cooperative, per loro natura, sono più radicate nel territorio rispetto ad altre forme societarie, ma hanno bisogno di supporto per superare questa fase critica.
I problemi evidenziati riguardano tutti i comparti del sistema agroalimentare toscano, dall’aumento dei costi energetici ai cambiamenti climatici, dalla concorrenza sleale alla mancanza di manodopera specializzata. Senza interventi mirati, molte di queste realtà rischiano di non sopravvivere, compromettendo un modello produttivo che ha caratterizzato la Toscana per decenni.
