Agroalimentare italiano: export in crescita del 6,9% nel 2025

Il settore mostra segnali positivi ma le importazioni aumentano più delle vendite all’estero per i rincari delle materie prime

Il primo trimestre del 2025 ha portato buone notizie per l’agroalimentare italiano, con una crescita del PIL settoriale dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dati del bollettino CREAgritrend fotografano un comparto che continua a rappresentare un pilastro dell’economia nazionale, nonostante le sfide del contesto internazionale.

Export trainante, ma occhio ai costi

Le esportazioni agroalimentari sono cresciute del 6,9% nel primo trimestre, con performance particolarmente brillanti verso Stati Uniti (+11%), Spagna (+14,8%) e Polonia (+18,8%). A guidare le vendite all’estero sono stati i prodotti lattiero-caseari e la frutta fresca: le mele hanno registrato un +18% in valore e +20% in quantità, mentre i kiwi hanno segnato +27% in valore e +12,6% in volume.

Mele appena raccolte
Mele appena raccolte

L’industria alimentare ha mostrato segnali incoraggianti con un incremento della produzione del 2% e del fatturato estero del 16%. Anche il mercato interno ha risposto positivamente (+5%), mentre il comparto bevande ha avuto andamenti più altalenanti: bene l’export (+5%) e la produzione (+0,4%), ma il mercato domestico è rimasto in territorio negativo.

Il rovescio della medaglia: importazioni in accelerazione

Se da un lato l’export tira, dall’altro le importazioni crescono a ritmo sostenuto: +11,7% rispetto al primo trimestre 2024, un incremento superiore a quello delle esportazioni. La causa principale è l’aumento dei prezzi delle materie prime internazionali, in particolare caffè greggio e cacao, che hanno fatto schizzare il costo degli approvvigionamenti.

I Paesi da cui importiamo di più – Spagna, Polonia e soprattutto Brasile (+27%) – riflettono questa dinamica inflazionistica. Prodotti ittici, lattiero-caseari e cereali hanno tutti registrato rincari superiori al 10%, pesando sui conti delle imprese italiane.

Sacchi di caffè da tostare
Sacchi di caffè da tostare

Un settore resiliente ma sotto pressione

Nonostante le difficoltà, il valore aggiunto dell’agricoltura è cresciuto dell’1,4% a livello congiunturale, mentre l’industria ha segnato +1,2%. Gli investimenti fissi lordi sono aumentati dell’1,6%, segnale di fiducia degli operatori nel futuro del settore.

La sentiment analysis condotta dal CREA su X tra marzo e luglio 2025 conferma un clima di moderato ottimismo: il 53% dei messaggi esprime fiducia nel settore, mentre solo il 13% è negativo.

Sfide e opportunità

L’agroalimentare italiano si trova a navigare in acque complesse. Da una parte, la capacità di conquistare nuovi mercati e di incrementare le vendite di prodotti ad alto valore aggiunto dimostra la solidità del Made in Italy alimentare. Dall’altra, la crescita delle importazioni più veloce delle esportazioni e l’inflazione delle materie prime rappresentano fattori di pressione sui margini delle imprese.

La chiave sarà continuare a puntare sulla qualità e sulla diversificazione dei mercati, mantenendo al contempo sotto controllo i costi di produzione in un contesto internazionale ancora instabile. I numeri del primo trimestre suggeriscono che il settore ha le carte in regola per farcela, ma servirà prudenza nella gestione dei prossimi mesi.

spot_img

Ultimi Articoli

De-Gustare in vacanza dal 10 al 18 agosto

Dopo un anno di lavoro la redazione si concede...

FederBio, Legambiente e Slow Food: l’alleanza per il clima

Le tre organizzazioni rinnovano l'alleanza per affrontare gli effetti...

Cantina Rauscedo, 75 anni: primo bilancio di sostenibilità

La cooperativa di San Giorgio della Richinvelda presenta il...

Qualivita rinnova il Comitato Scientifico sulla Dop economy

Paolo De Castro guida il nuovo Comitato Scientifico Qualivita...

Dazi vino Usa al 10%, Uiv: indagine su pratiche sleali

L'Unione italiana vini valuta positivi i nuovi dazi al...