Controlli alimentari: +25% in cinque anni in Italia

Le autorità intensificano i controlli su frodi e contraffazioni: più sicurezza e qualità nel piatto degli italiani

Negli ultimi cinque anni qualcosa è cambiato nel modo in cui viene sorvegliato ciò che finisce sulle tavole italiane. I controlli nel settore agroalimentare sono cresciuti del 25,7%, passando da 251.659 a 315.308 interventi tra il 2021 e il 2025. Ma non si tratta solo di numeri più alti: le autorità stanno cambiando approccio, concentrandosi dove serve davvero.

Come funzionano i controlli oggi

Le forze dell’ordine e le agenzie di controllo – dall’ICQRF ai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza alle Capitanerie di Porto – hanno iniziato a lavorare insieme in modo più strutturato. I controlli congiunti, quelli che vedono almeno due enti operare contemporaneamente, sono quasi raddoppiati dal 2023 al 2025, passando da 1.127 a 2.174 interventi.

Il risultato? Gli esiti positivi dei controlli sono passati dal 50% al 70%. Tradotto: le autorità stanno imparando a individuare meglio dove ci sono problemi reali, invece di disperdere energie in verifiche a caso.

I settori sotto la lente

Alcuni comparti sono finiti nel mirino per campagne di controlli rafforzati. L’olio d’oliva, l’ortofrutta, i prodotti lattiero-caseari e i cereali erano già sorvegliati speciali. Dal 2026 si aggiungono le conserve di pomodoro, un settore dove le irregolarità non sono rare.

Nel settore della ristorazione etnica, per esempio, hanno accertato 415 illeciti su 594 ispezioni nel 2025. Nel comparto vitivinicolo, oleario e lattiero-caseario, 137 controlli su 101 strutture hanno portato a scoprire 66 irregolarità, con 78 denunce e circa 1.000 tonnellate di alimenti sequestrati.

Carabinieri dei Nas in azione
Carabinieri dei Nas in azione

Perché i controlli funzionano meglio

La svolta sta nell’approccio. Le autorità condividono informazioni attraverso banche dati integrate, come il RUCI (Registro Unico dei Controlli Ispettivi), che elimina i doppi controlli e permette di concentrare le risorse dove serve. Gli accessi al Registro sono passati da poco più di 19.000 nel 2016 a oltre 60.000 nel 2025, con un aumento dell’80% negli ultimi cinque anni.

I Carabinieri per la tutela agroalimentare (CUFAA) hanno registrato un dato significativo: nel 2021 un’attività su tre risultava irregolare, mentre nel 2025 più di una su due presenta irregolarità. Non significa che ci siano più frodi, ma che i controlli riescono a individuarle con maggiore precisione.

Più sicurezza per i consumatori

L’intensificazione dei controlli ha un impatto diretto sulla qualità e la sicurezza degli alimenti. I prodotti irregolari vengono intercettati più facilmente lungo le filiere, dai porti ai valichi di confine, fino ai punti vendita e alla ristorazione.

Dal 2026 i controlli si concentreranno anche sui prodotti di importazione, verificando tracciabilità, sicurezza alimentare e benessere animale. Le analisi del rischio terranno conto della stagionalità e delle specificità territoriali: non tutti i prodotti rappresentano lo stesso rischio nello stesso momento dell’anno.

Il nodo dei prodotti extra-europei

Una delle questioni più complesse riguarda i beni che arrivano da paesi extra-europei. Questi prodotti spesso hanno prezzi più bassi e standard di produzione diversi da quelli richiesti nell’Unione Europea. Le autorità stanno rafforzando i controlli proprio in questo ambito, soprattutto alla luce degli accordi commerciali internazionali come il Mercosur.

L’obiettivo dichiarato è garantire che qualsiasi prodotto venduto in Europa rispetti gli stessi standard imposti ai produttori europei. Un principio di equità che dovrebbe tutelare sia i consumatori che le imprese che rispettano le regole.

Il futuro dei controlli

Il Piano Operativo dei Controlli 2026 introduce alcune novità: controlli congiunti rafforzati con il coinvolgimento di almeno tre enti di vigilanza, maggiore attenzione ai porti e ai valichi di confine, e una mappatura più accurata dei fattori di rischio su tutto il territorio nazionale.

La criminalità che agisce nel settore agroalimentare non ha categorie di prodotti preferiti. Tutto dipende dalle opportunità: stagionalità, domanda di mercato, facilità di contraffazione. I prodotti che arrivano con prezzi particolarmente bassi da paesi extra-europei restano sotto osservazione, perché possono attirare chi cerca profitti veloci attraverso traffici illeciti.

Per chi il consumatore, la notizia è che il sistema di controlli sta diventando più efficace. Non perfetto, ma certamente più capace di individuare e bloccare frodi e irregolarità prima che raggiungano il piatto.

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