Cibo animale, boom nei Paesi emergenti: Italia di fronte a sfide

Il consumo di carne e latticini crescerà del 24% nei Paesi a medio reddito. Europa chiamata a rivedere modelli produttivi

Il futuro dell’agricoltura e dell’allevamento mondiale si gioca nei Paesi emergenti. È questa la principale conclusione del rapporto “Agricultural Outlook 2025-2034” pubblicato da FAO e OCSE, che disegna uno scenario in cui le economie a medio reddito saranno il motore della crescita nel settore agroalimentare.

La crescita trainata dai Paesi emergenti

I numeri sono significativi: nei prossimi dieci anni il consumo globale di carne, latticini e pesce crescerà del 6%, ma nei Paesi a reddito medio-basso l’incremento sarà del 24%, quasi quattro volte superiore alla media mondiale. India e Sud-est asiatico guideranno questa crescita, rappresentando il 39% del consumo globale entro il 2034.

Mandria di zebu in Senegal
Mandria di zebu in Senegal

La produzione agricola e ittica dovrebbe espandersi del 14% fino al 2034, principalmente grazie ai miglioramenti di produttività nei Paesi a medio reddito. Per i prodotti di origine animale – carne, latticini e uova – l’aumento previsto è del 17%.

Le sfide dell’intensificazione

Questa crescita non sarà senza conseguenze. Il rapporto prevede un aumento del 6% delle emissioni dirette di gas serra agricoli nel prossimo decennio. Le mandrie di bovini, ovini, suini e pollame cresceranno del 7%, mentre le superfici coltivate si espanderanno, soprattutto in Africa e Asia meridionale.

Il settore agricolo dovrà affrontare una duplice sfida: aumentare la produzione per sfamare una popolazione in crescita e ridurre l’impatto ambientale. L’analisi indica che sarebbe possibile eradicare la denutrizione globale e ridurre le emissioni del 7% rispetto ai livelli attuali, ma solo con un miglioramento della produttività del 15%.

La ricetta per il cambiamento

Per raggiungere questi obiettivi, sarà necessaria l’adozione diffusa di tecnologie già disponibili: agricoltura di precisione, miglioramento dell’alimentazione del bestiame, gestione più efficiente di nutrienti e acqua, pratiche come la rotazione delle colture e la consociazione.

Terrazze di riso nel Sud Est asiatico
Terrazze di riso nel Sud Est asiatico

La gestione dell’alimentazione del bestiame sarà fondamentale per ridurre le emissioni di metano, attraverso l’ottimizzazione del pascolo e l’uso di additivi nella razione. Per le colture, l’agricoltura di precisione offre significative opportunità attraverso applicazioni mirate tramite GPS e sensori.

Il ruolo dell’Europa e dell’Italia

Mentre i Paesi emergenti guidano la crescita quantitativa, l’Europa e l’Italia si trovano di fronte a sfide diverse. Nei Paesi ad alto reddito il consumo pro capite di grassi e dolcificanti diminuirà a causa del cambiamento delle preferenze e delle crescenti preoccupazioni per la salute.

L’Italia, con la sua tradizione agroalimentare, potrebbe giocare un ruolo chiave nel trasferimento di tecnologie e know-how verso i Paesi emergenti. Le competenze italiane nell’agricoltura di qualità e nei sistemi di allevamento sostenibile rappresentano un vantaggio competitivo in un mercato che premia sempre più la sostenibilità.

Prezzi in calo e piccoli agricoltori a rischio

Il rapporto evidenzia un altro aspetto critico: i miglioramenti di produttività eserciteranno una pressione al ribasso sui prezzi reali delle materie prime agricole. Questo rappresenta una sfida per i piccoli agricoltori, particolarmente vulnerabili alla volatilità del mercato e con capacità limitate di adottare tecnologie innovative.

I governi dovranno garantire un migliore accesso ai mercati e programmi di supporto personalizzati a livello locale per sostenere questa categoria di produttori.

Commercio internazionale cruciale

Il commercio agricolo internazionale assumerà un ruolo sempre più importante: il 22% di tutte le calorie attraverserà i confini internazionali prima del consumo finale. La cooperazione multilaterale e un sistema commerciale basato su regole saranno fondamentali per bilanciare deficit e surplus alimentari, stabilizzando i prezzi e migliorando la sicurezza alimentare.

Drone per agricoltura di precisione
Drone per agricoltura di precisione

Cereali: crescita moderata ma efficiente

La produzione globale di cereali crescerà a un tasso medio annuo dell’1,1%, trainata principalmente da un aumento delle rese dello 0,9%. La superficie coltivata aumenterà solo dello 0,14% annuo, meno della metà rispetto al decennio precedente.

Entro il 2034, il 40% dei cereali sarà destinato al consumo umano diretto, mentre il 33% andrà all’alimentazione animale. La quota restante servirà per biocarburanti e altri usi industriali.

Verso un sistema più sostenibile

Il rapporto FAO-OCSE traccia un quadro chiaro: il futuro dell’agricoltura mondiale dipenderà dalla capacità di aumentare la produttività riducendo l’impatto ambientale. I Paesi emergenti guideranno la crescita quantitativa, mentre quelli sviluppati come l’Italia dovranno puntare su qualità, sostenibilità e innovazione tecnologica.

La sfida sarà trasformare un sistema che oggi produce il 22% delle emissioni globali in uno strumento per combattere sia la fame sia il cambiamento climatico. Una sfida complessa, ma con soluzioni tecniche già disponibili. Serve la volontà politica di implementarle.

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