Cinque generazioni, vigneti da Dogliani al Roero, il progetto Superpiedmont e l’Alta Langa Docg Concorde con 45 mesi sui lieviti
Ciabot 1896 è una cantina storica con sede a Farigliano, nelle Langhe piemontesi, attiva dal 1896. L’azienda unisce una lunga tradizione familiare di cinque generazioni alla vinificazione moderna, coltivando vigneti distribuiti tra il Doglianese, il Roero e altre aree vitivinicole nella regione. La cantina vinifica tutte le uve a Farigliano in una struttura attrezzata e moderna, mantenendo però pratiche tradizionali come l’affinamento in legno per alcune etichette. I vini provengono da numerosi vitigni autoctoni, tra cui Dolcetto, Nebbiolo, Barbera, Arneis, Favorita, Cortese, Grignolino e Moscato, oltre ad alcune varietà internazionali. Negli ultimi anni ha sviluppato anche il progetto Superpiedmont, una serie di blend innovativi impreziositi da un’elegante etichetta. È la scommessa più originale, avviata pochi anni fa dall’azienda: in una regione dove il monovitigno è quasi sinonimo di identità, Ciabot 1896 unisce vitigni piemontesi e internazionali, ispirandosi alla parabola di successo dei Supertuscan. Sembra un azzardo, ma è coerente con l’obiettivo della famiglia: seguire i cambiamenti culturali ed enologici e portarli nel vino piemontese senza perdere il legame con il territorio.

Il nome: una casetta tra i filari
Il nome stesso della cantina nasce dal territorio. In Piemonte il ciabot è una piccola costruzione, spesso in pietra o mattoni, che ancora oggi si incontra tra i filari delle Langhe e del Roero. In passato rappresentava un punto di riferimento per chi lavorava la vigna: vi si conservavano gli attrezzi, ci si riparava in caso di rovesci di pioggia, ci si fermava per una pausa e, soprattutto, si osservava il cielo e la vigna, in un rapporto quotidiano con la terra. Per Ciabot questa architettura rurale che porta nel nome è diventata proprio un simbolo: una presenza discreta e radicata nel paesaggio, capace di sintetizzare un modo di intendere il lavoro vitivinicolo fondato sulla continuità, sulla cura e sulla tradizione.
Dal primo vigneto a Flaviana Fia
Nel 1896 Giovanni Fia acquistò il primo vigneto e oggi lavora in cantina la discendente Flaviana Fia, enologa, orgogliosa rappresentante della tradizione di famiglia. Quel primo vigneto dà ancora il nome a una delle etichette storiche, molto amate, anche se un po’ retrò, proprio per il carattere di continuità che dimostrano. Il segno distintivo è quello di sempre: passione, dedizione alla terra e una buona dose di testardaggine piemontese, necessaria per andare avanti anche in tempi difficili come questi, in cui in Italia e in Europa l’alcol viene spesso demonizzato e limitato e i volumi di consumo sono a rischio. Fortunatamente, l’espansione su altri mercati più lontani può controbilanciare il trend, per le aziende che investono con decisione sul marketing e soprattutto sull’estero.
Le vigne, da Monforte a Viguzzolo
La cantina, moderna e ben attrezzata, è immersa nei vigneti delle colline di Farigliano, con un legame fortissimo con il paesaggio di Langhe e Roero. Questo è il centro di tutto: qui vengono vinificate le uve prodotte dai diversi vigneti che si distribuiscono tra il Doglianese e il Roero. I filari di famiglia si spingono a Monforte, Serralunga e La Morra, tre comuni storici del Barolo, a Castagnito, Santo Stefano Roero e Montà. Dal 2020 c’è perfino una nuova frontiera, a Viguzzolo, nell’Alessandrino, dove si coltiva il Timorasso, un bianco inusuale che negli ultimi anni ha conquistato gli appassionati.

La filosofia è restare in movimento tra passato e futuro: da una parte l’affinamento in legno, dall’altra tecniche moderne di vinificazione dei bianchi, per garantire freschezza e mineralità. Il ventaglio dei vitigni è ampio: Dolcetto, Barbera, Nebbiolo e Grignolino tra i rossi; Arneis, Favorita, Cortese, Moscato e Chardonnay tra i bianchi. La gamma spazia da Dogliani a Barolo e Barbaresco, con diverse etichette recensite negli anni dalle guide di settore.
Concorde, l’Alta Langa della casa
L’Alta Langa è la Docg piemontese dello spumante metodo classico, da Pinot Nero e Chardonnay. Tra le etichette della cantina occupa un posto particolare Concorde, Alta Langa Docg extra brut. Quarantacinque mesi sui lieviti, ben oltre i 30 richiesti dal disciplinare della denominazione, regalano un perlage fine e persistente e le note di crosta di pane che raccontano la lunga sosta in bottiglia. La freschezza, però, resta intatta: ne esce una bollicina tesa, precisa, verticale, perfetta per l’aperitivo ma capace di accompagnare brillantemente anche un menu di mare.
Negli anni Ciabot si è specializzata anche nel canale Horeca (hotellerie, ristorazione e catering) e sta investendo energie e risorse sui mercati esteri, fedele all’idea di portare il meglio dei propri vigneti sulle tavole in Italia e in tutto il mondo. A 130 anni dalla prima vigna, la Langa di Ciabot non ha smesso di guardare oltre la collina.
Per maggiori informazioni www.cantinadelciabot.it.
