La piccola maison di Belval-sous-Châtillon, specializzata nel Meunier, sbarca nel mercato italiano con Poderi Luigi Einaudi
Dal Piemonte alla Champagne, passando per le vigne argilloso-calcaree della Haute Vallée de la Marne: Poderi Luigi Einaudi ha firmato un accordo di distribuzione esclusiva per il mercato italiano degli Champagne R. Faivre, maison indipendente di Belval-sous-Châtillon. L’intesa, annunciata a maggio 2026, porta sotto l’ombrello commerciale della cantina di Dogliani una realtà fondata nel 1953 da Robert Faivre e oggi condotta dal nipote David.
Il Meunier come scelta, non come compromesso
R. Faivre non è una maison qualunque nella Haute Vallée de la Marne. L’80% del vigneto è piantato a Meunier, il vitigno storicamente considerato di rango inferiore rispetto a Pinot Noir e Chardonnay. David Faivre ha costruito su questa varietà una proposta precisa: vinificazione parcellare dal 2017, uso ridotto di solfiti, nessuna lavorazione invasiva del suolo.
Il risultato è uno stile che i tecnici descrivono come fresco, teso, con una cremosità che non scade nella morbidezza. Non un’alternativa low-cost alla grande Champagne, ma una lettura di territorio diversa da quella delle grandi maison.

Tre cuvée per il mercato italiano
Le referenze distribuite in Italia sono tre. La prima è «Les Reflets du Clocher», Extra Brut da uve 100% Meunier delle parcelle storiche della tenuta. La seconda è «Les Reflets de la Haute Vallée», un assemblaggio di Pinot Noir, Meunier, Chardonnay e riserve delle annate 2019 e 2020. La terza è «Les Confidences de l’Anée 2019», blend di Pinot Noir e Meunier da una singola vendemmia.
Perché Einaudi
Poderi Luigi Einaudi non è nuova alla distribuzione di etichette esterne alla propria produzione. La cantina — fondata nel 1897 a Dogliani da Luigi Einaudi, primo Presidente della Repubblica Italiana — ha consolidato negli anni un portafoglio di selezioni accomunate da un’impostazione artigianale e da una forte identità territoriale.
Il trait d’union con R. Faivre è riconoscibile: entrambe le realtà producono in volumi limitati, con un approccio che privilegia il vigneto rispetto alla cantina. Zvonimir Jurkovic, winemaker di Einaudi, ha seguito direttamente la fase di scouting e ha partecipato ai confronti tecnici con David e Jessica Faivre.

Un mercato in cerca di identità
La Champagne artigianale — quella dei récoltants-manipulants e delle piccole maison familiari — ha guadagnato negli ultimi anni una quota crescente di attenzione anche in Italia, mercato tradizionalmente dominato dai grandi marchi. La distribuzione attraverso una cantina piemontese con la notorietà di Einaudi offre a R. Faivre un canale commerciale che sarebbe difficile costruire autonomamente.
Il consumatore italiano potrà trovare questi Champagne attraverso la la rete di distribuzione che già gestisce i vini delle Langhe: enoteche selezionate, ristorazione di fascia medio-alta, negozi specializzati.
