Cardamomo a rischio: quando il clima minaccia le spezie

La terza spezia più cara al mondo subisce gli effetti del riscaldamento globale tra siccità e temperature record

In Italia stiamo scoprendo sempre di più il mondo delle spezie. Merito anche delle cucine etniche che ormai fanno parte delle nostre abitudini: dal curry indiano al chai, dai dolci mediorientali alle preparazioni sudamericane, passando per Cina e Giappone. Ma proprio quando iniziamo ad apprezzare sapori che fino a vent’anni fa consideravamo esotici, questi ingredienti rischiano di diventare ancora più rari e costosi.

Il cardamomo, quella piccola capsula verde dal sapore mentolato e speziato che profuma i dolci e arricchisce i piatti salati, sta attraversando una crisi profonda. Non si tratta di mode passeggere o speculazioni di mercato, ma degli effetti concreti dei cambiamenti climatici sui luoghi dove cresce questa pianta.

Bacche di cardamomo
Bacche di cardamomo

Una produzione fragile

Il cardamomo è già di per sé una spezia preziosa. Dopo zafferano e vaniglia, è la terza più costosa al mondo. Viene coltivato principalmente in India, nelle montagne dei Ghats occidentali dove è originario, e in Guatemala, il maggior esportatore mondiale. La produzione è affidata soprattutto a piccoli agricoltori, il che rende l’intera filiera vulnerabile agli shock esterni.

Nel 2020, due potenti uragani hanno colpito le zone collinari del Guatemala dove cresce il cardamomo, allagando i campi. Ma il peggio è arrivato negli ultimi due anni: nel 2023 il caldo estremo e nel 2024 la siccità hanno bloccato lo sviluppo dei fiori sulle piante, dimezzando la produzione. I prezzi sono triplicati e molti clienti abituali hanno dovuto rinunciare agli acquisti.

In India la situazione non è migliore. Nel Kerala, dove si produce il 60% del cardamomo nazionale, una siccità storica ha dimezzato la produzione. Le aziende che importano spezie di qualità raccontano di dover cambiare continuamente fornitori perché le coltivazioni vengono colpite a rotazione: prima il caldo e le piogge fuori stagione nel Kerala, poi le alluvioni improvvise nel Tamil Nadu.

Soluzioni in campo

Di fronte a questa emergenza, produttori e ricercatori stanno sperimentando diverse strategie. In India, il governo ha sviluppato una varietà resistente alla siccità che i coltivatori hanno iniziato a testare. Serviranno però almeno dieci anni prima che si diffonda su larga scala.

Bacche di cardamomo
Bacche di cardamomo

Nel frattempo, alcuni agricoltori stanno spostando le coltivazioni a quote più elevate per sfuggire alle temperature crescenti. Altri puntano sull’agricoltura rigenerativa, che imita gli ecosistemi naturali creando strati di vegetazione attorno alle piante di cardamomo. Questo approccio si è dimostrato efficace: durante la siccità del 2024, le realtà che utilizzavano queste tecniche hanno perso solo il 30% del raccolto, contro l’80% delle coltivazioni convenzionali.

Un coltivatore del Kerala ha sviluppato una varietà propria selezionando le piantine più resistenti ai parassiti e con l’aroma più intenso, che ricorda liquirizia, menta, pino e pompelmo. Dopo la siccità dell’anno scorso, ha perso solo un quinto del raccolto mentre le sue piante sono sopravvissute quasi tutte.

Il prezzo della resilienza

Queste soluzioni però richiedono investimenti e tempi lunghi. Le aziende che lavorano nella filiera del cardamomo, dalle più piccole ai grandi compratori, dovranno finanziare la transizione verso pratiche più sostenibili. Solo così si potrà distribuire il costo della resilienza climatica lungo tutta la catena, dal produttore al consumatore finale.

Per noi italiani, abituati a scoprire nuovi sapori e a integrare le spezie nella nostra cucina, questo significa probabilmente prezzi più alti. Ma è anche un’opportunità per scegliere prodotti che vengono da filiere più sostenibili e per apprezzare ancora di più ingredienti che fino a poco tempo fa davamo per scontati.

Il cardamomo che oggi aggiungiamo ai nostri biscotti o al caffè domani potrebbe essere un lusso raro. Vale la pena iniziare a trattarlo con il rispetto che merita.

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