Bragagnolo lancia quattro sughi al pomodoro dalla tradizione

Un mercato da 850 milioni nella Gdo italiana dove i consumatori scelgono con crescente attenzione a ingredienti e provenienza

Il Pastificio Bragagnolo, produttore veneto attivo dal 1898, ha presentato una linea di quattro sughi al pomodoro da affiancare alla propria pasta di semola: Pomodoro e Basilico, Contadina, Puttanesca e Arrabbiata. La mossa arriva in un momento di forte pressione competitiva sullo scaffale, mentre il mercato italiano dei sughi pronti supera gli 850 milioni di euro nella grande distribuzione e i consumatori mostrano preferenze sempre più selettive.

Un comparto in crescita, ma non per tutti

I dati di mercato raccontano una storia più complicata di quanto i comunicati aziendali lascino intendere. Secondo le rilevazioni NIQ relative al periodo ottobre 2022–ottobre 2023, le vendite di sughi e condimenti pronti sono cresciute del 14% a valore, con un aumento di appena il 2,3% a volume. La forbice spiega molto: i consumatori comprano quantità simili ma spendono di più, perché i prezzi medi sono saliti dell’11,3% sull’onda dei rincari di pomodoro e olio extravergine.

I sughi a base di pomodoro, che guidano il segmento con il 42,9% del valore e il 64,8% dei volumi totali, hanno tenuto bene anche in quel contesto. Crescita a valore del 14,2% e a volume del 2,2%: numeri che confermano la resilienza del prodotto anche in fasi inflazionistiche.

Nel 2025, brodi, minestre, sughi, salse e zuppe hanno formato un comparto complessivo da 3,3 miliardi di euro, sostanzialmente stabile (+0,9%), secondo i dati di Unione italiana food. Un equilibrio fragile, che premia le proposte capaci di distinguersi.

Sughi Bragagnolo

L’etichetta non basta più

C’è un elemento che pesa ormai sulle scelte di chi acquista: la sfiducia verso le promesse scritte sul barattolo. Un test francese della rivista 60 Millions de Consommateurs ha rivelato che alcune salse etichettate «origine Italia» contenevano pomodori cinesi trasformati in triplo concentrato e poi rielaborati in Europa. Il danno reputazionale ha investito l’intero scaffale.

In Italia, il test Altroconsumo di ottobre 2025 su oltre 280 prodotti acquistati in dieci catene ha confermato una tendenza scomoda per i grandi marchi: ai primi posti della classifica compaiono con frequenza le private label della grande distribuzione, che su composizione e profilo nutrizionale battono spesso nomi storicamente associati alla produzione di sughi. Pagare di più non garantisce automaticamente un prodotto migliore.

In questo scenario, la dichiarazione «100% pomodoro italiano» di Bragagnolo non è solo un argomento di marketing: è una risposta diretta a un problema di trasparenza che tocca l’intero comparto.

Il Nord compra, il Sud prepara ancora

Secondo il rapporto Mordor Intelligence sul mercato globale dei sughi per pasta, l’Italia è il terzo Paese europeo per consumo, dietro a Germania e Regno Unito. Ma la distribuzione geografica è disomogenea: secondo stime di settore, il 57% dei volumi viene acquistato al Nord, dove i ritmi lavorativi rendono il vasetto una soluzione pratica. Al Sud la preparazione domestica resiste, con il sugo della domenica che viene ancora cucinato in grandi quantità e conservato per la settimana.

Sempre secondo stime di settore, la penetrazione complessiva nelle famiglie italiane si attesta attorno al 55%. Il canale principale restano i supermercati, che secondo i dati IRI veicolano il 54% del fatturato, ma la crescita più vivace arriva dai discount (+12,7% a valore, +10,7% a volume), a conferma che il prodotto non è più percepito come esclusivo di una fascia di acquirenti.

Tradizione come posizionamento

Nei segmenti premium e nelle specialità regionali la crescita è più sostenuta che nella media. I consumatori che scelgono di spendere di più cercano prodotti «identitari», legati a un territorio o a una ricetta precisa. Il Sugo alla Puttanesca — olive, capperi e pomodoro — e il Sugo all’Arrabbiata appartengono al repertorio delle ricette italiane più riconoscibili. Il Sugo alla Contadina, con melanzane, ricotta e peperoni, si inserisce nel filone dei condimenti a base di verdure, che nel test Altroconsumo ha mostrato i profili nutrizionali più solidi dell’intera analisi.

Bragagnolo sceglie il vasetto di vetro, che secondo i dati Mordor Intelligence detiene il 38% del mercato globale dei sughi per la pasta proprio per la sua associazione con qualità e trasparenza dell’ingrediente. Una coerenza formale con il posizionamento dichiarato.

Il mercato globale guarda all’autenticità

A livello mondiale, il mercato dei sughi per pasta è stimato a 11,99 miliardi di dollari nel 2026, in crescita verso i 15,28 miliardi entro il 2031 (tasso annuo composto del 4,96%). La domanda di prodotti che «promettono autenticità e praticità» è identificata come uno dei principali driver. L’Europa, con le sue tradizioni culinarie italiane, è ancora leader di mercato, ma deve fare i conti con una pressione crescente sulla credibilità delle etichette.

Per un pastificio storico come Bragagnolo, proporre sughi propri, con materia prima dichiarata e ricette codificate, è anche un modo per controllare l’intera catena del gusto attorno al proprio prodotto principale. La pasta ruvida che trattiene il condimento e il sugo che si abbina a quella rugosità.


Per informazioni: www.pastificiobragagnolo.it

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