BeeW: la cera d’api che protegge l’identità del vino

Amorim Cork Italia tratta i tappi monopezzo con cera d’api: variabilità ridotta, aromaticità preservata e sostenibilità garantita

Due bottiglie dello stesso Brunello di Montalcino 2017, stessa cantina, stesso imbottigliamento. Eppure in bocca raccontano storie diverse. La variabilità da tappo è uno dei problemi meno visibili, ma più concreti per chi produce e per chi acquista vini da lungo invecchiamento. Amorim Cork Italia ha presentato BeeW, un rivestimento in cera d’api biodegradabile applicato ai tappi in sughero naturale monopezzo, sviluppato per ridurre questo scarto e garantire che ogni bottiglia di una stessa partita mantenga la stessa identità sensoriale.

Come funziona il sistema a doppio strato

BeeW forma due strati distinti sulla superficie del tappo: una prima barriera composta da cere naturali, seguita da un film di silicone a effetto meccanico. Il risultato è un’aderenza maggiore tra tappo e collo della bottiglia, con ingressi di gas ridotti al minimo. Meno ossigeno non controllato significa meno derive aromatiche, meno bottiglie che evolvono fuori sincronia con le altre dello stesso lotto.

Il trattamento è riservato ai tappi monopezzo, sughero naturale intero, senza assemblaggio di granuli o dischi, la chiusura scelta da chi produce rossi strutturati o bianchi destinati a restare in cantina per anni.

BeeW Amorim Cork
BeeW Amorim Cork Italia

I test su Chardonnay e Brunello

La validazione non è rimasta sul piano teorico. Amorim Cork Italia ha condotto test sensoriali alla cieca con panel di esperti su uno Chardonnay 2022 e un Brunello di Montalcino 2017, affiancati da analisi chimiche. I risultati hanno mostrato punteggi rilevanti su piacevolezza globale, intensità aromatica e qualità aromatica. Lavorare su due tipologie così distanti, un bianco strutturato e un rosso con lungo potenziale, permette di verificare le condizioni in cui la variabilità da tappo tende a pesare di più.

Stefano Zaninotto, responsabile tecnico di Amorim Cork Italia, ha sintetizzato così l’obiettivo: «Ridurre la variabilità, proteggere l’aromaticità e garantire che ogni bottiglia racconti la stessa storia».

Sughero e cera d’api: la stessa logica, due origini diverse

C’è qualcosa di coerente nell’abbinamento. La struttura cellulare del sughero — camere d’aria disposte in file regolari — richiama visivamente l’architettura degli alveari. Entrambi i materiali sono naturali, rinnovabili, biodegradabili. Entrambi lavorano come barriere selettive: lasciano passare quel poco che deve passare, bloccano il resto.

BeeW nasce da questo accostamento e si inserisce in una linea di prodotto coerente con il profilo di Amorim Cork Italia. Tra le iniziative di sostenibilità dell’azienda figurano l’economia circolare applicata ai tappi dismessi — trasformati in arredo con la linea Suber — e la tutela delle foreste di quercia da sughero attraverso il progetto Etico.

La coerenza della bottiglia nel tempo

Per chi acquista un vino pensando all’evoluzione in cantina, la variabilità da tappo è un rischio concreto e poco controllabile. BeeW prova ad affrontarlo con un intervento che agisce sulla chiusura prima dell’imbottigliamento. Il Gruppo Amorim copre il 28% del mercato globale di chiusure per vino ed è presente in 30 Paesi.

spot_img

Ultimi Articoli

Il nuovo frigorifero Miele aiuta a sprecare meno cibo

Telecamere interne, umidità controllata e filtro antiodori: i due...

A Mantova le Regioni europee chiedono più peso per Dop e Igp

La Dichiarazione di Mantova porta a Bruxelles sei priorità...

Carne bovina, l’Italia ne produce meno della metà

Confagricoltura e Uniceb firmano un protocollo d'intesa per rilanciare...

Fruit Attraction 2026: l’ortofrutta tra costi e clima

Alla fiera di Madrid il settore dell’ortofrutta europeo ha...