Barolo Ravera di Einaudi: il nuovo cru di Novello

Poche migliaia di bottiglie di un Barolo da una singola vigna di 0,73 ettari su terreni di marne calcaree nel comune di Novello

C’è qualcosa di radicalmente semplice nell’idea del cru: prendere un appezzamento preciso, con il suo suolo e la sua esposizione, e lasciare che parli senza troppi intermediari. È esattamente quello che ha fatto Poderi Luigi Einaudi con il Barolo Ravera 2022, un vino che nasce da meno di un ettaro di Nebbiolo nel comune di Novello, sulle colline delle Langhe.

La vigna si trova a circa 400 metri sul livello del mare, esposta a Sud e Sud-Est, su terreni argillosi e calcarei — le cosiddette Marne di Sant’Agata — che caratterizzano questa parte del Barolo con una firma minerale riconoscibile.

Ravera: una menzione geografica con storia

Nel disciplinare del Barolo esistono oltre duecento Menzioni Geografiche Aggiuntive (MGA), ma non tutte hanno lo stesso peso. Ravera è tra quelle storicamente considerate di primo piano: un territorio che produce vini noti per profondità, tensione e capacità di invecchiamento.

Poderi Luigi Einaudi, cantina fondata nel 1897 e da sempre legata a questa zona, aggiunge la Ravera alla propria collezione di cru dopo un lavoro di selezione sul vigneto e di messa a punto in cantina che ha richiesto anni.

Bottiglia Cru Barolo Ravera Poderi Luigi Einaudi
Bottiglia Cru Barolo Ravera Poderi Luigi Einaudi

Come nasce il vino

La vinificazione segue un approccio che punta sulla pulizia del frutto e sul rispetto delle caratteristiche del territorio. Le uve fermentano in otri di cemento vetrificato, con controllo della temperatura, seguiti da una macerazione post-fermentativa di diverse settimane. La maturazione avviene poi in botti di rovere francese, per un periodo di vari mesi, prima del riposo finale in bottiglia.

Il cemento vetrificato è una scelta precisa: trasmette meno ossigeno del legno piccolo e meno aromi del rovere nuovo, lasciando al Nebbiolo lo spazio per esprimersi senza filtri.

Nel bicchiere

Il colore è rosso granato brillante. Al naso emergono frutti rossi maturi, arancia rossa, gesso, menta e fiori secchi — un profilo aromatico articolato, coerente con i vini che nascono su questi suoli calcarei. In bocca la struttura è presente ma non pesante, con un’acidità che allunga il sorso e un tannino descritto come sottile, ben integrato.

Come per tutti i Barolo giovani, il tempo sarà probabilmente il miglior alleato: i vini di questa zona e di questa struttura tendono a esprimersi meglio dopo qualche anno di bottiglia.

Una produzione limitata

Le bottiglie prodotte sono poche migliaia. Non è una strategia di marketing: è semplicemente la conseguenza di avere a disposizione 0,73 ettari di vigna. Una superficie che non permette grandi numeri, ma che garantisce un controllo totale su ogni pianta.

Per chi è interessato, il sito della cantina è www.poderieinaudi.com.

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