Le tre aziende sono state selezionate tra 288 candidature: tecnologie per agricoltura sostenibile e sicurezza alimentare
Diserbare i campi di basilico senza usare le mani, vedere attraverso gli alimenti quello che l’occhio umano non può cogliere, sapere in tempo reale quali prodotti mancano sugli scaffali. Sono queste le tre soluzioni che Barilla ha scelto per la settima edizione di Good Food Makers, il programma di open innovation che l’azienda di Parma dedica alle startup e alle imprese innovative del settore agroalimentare.
L’annuncio è arrivato il 6 novembre, dopo mesi di scouting che hanno portato a esaminare 288 candidature provenienti da 41 Paesi. Un dato che conferma la crescita del programma, soprattutto in Italia, dove quest’anno si è registrato il 24% delle domande, il valore più alto di sempre.
Tre sfide, tre vincitori
Il processo di selezione ha coinvolto 33 finaliste e si è concluso con l’individuazione di tre realtà che hanno risposto alle sfide lanciate da Barilla.
Feldklasse, startup tedesca, ha sviluppato un sistema meccanico per eliminare le erbe infestanti nei campi di basilico in modo automatizzato, riducendo il lavoro manuale e l’impatto ambientale delle colture destinate a salse e pesto.

XNEXT, azienda italiana, propone XSpectra®, una tecnologia a raggi X basata sul conteggio dei fotoni che analizza in tempo reale la composizione chimico-fisica degli alimenti. A differenza dei sistemi tradizionali, questa soluzione riesce a individuare contaminanti a bassa densità come plastica e legno, grazie all’analisi di ogni singolo fotone fino a 1.024 livelli energetici.
Vusion Group, realtà italo-francese, porta Captana, un sistema di telecamere con intelligenza artificiale che monitora la disponibilità dei prodotti a scaffale, riducendo i casi di “out of stock” e migliorando l’esperienza d’acquisto nei punti vendita.
Come funziona il programma
Good Food Makers, organizzato quest’anno in collaborazione con Almacube (hub dell’innovazione dell’Università di Bologna e Confindustria Emilia), ha adottato la formula “Ecosystem” per coinvolgere partner e stakeholder della filiera.
«Selezioniamo sfide concrete che ci permettono di esplorare tecnologie e modelli emergenti», ha spiegato Claudia Berti, responsabile Open Innovation di Barilla. «Quest’anno abbiamo individuato soluzioni che generano un impatto reale su sostenibilità delle pratiche di coltivazione, sicurezza alimentare ed esperienza d’acquisto».
Le tre aziende vincitrici lavoreranno ora con i team Barilla e i partner di filiera in attività di co-design e sperimentazione, fino all’Innovation Day previsto per il 15 gennaio 2026.

L’innovazione secondo Barilla
L’investimento in ricerca e sviluppo di Barilla ha raggiunto i 50 milioni di euro nel 2024. Il nuovo headquarters della R&D, attualmente in fase di riqualificazione a Parma, occuperà 12mila metri quadrati e concentrerà tutte le competenze tecniche del gruppo.
«Collaborare con Barilla attraverso Good Food Makers è un’opportunità per applicare la nostra tecnologia in un contesto industriale d’eccellenza», ha commentato Bruno Garavelli, chairman e CTO di XNEXT. «Condividiamo la stessa visione: portare innovazione e sicurezza lungo tutta la filiera alimentare».
Il programma conferma così il suo ruolo di ponte tra il mondo delle startup e quello dell’industria alimentare consolidata, in un settore che ha sempre più bisogno di soluzioni tecnologiche per rispondere alle sfide della sostenibilità e della qualità.
