Alto Piemonte, arriva la mappa geologica delle Doc e Docg

Il Consorzio Tutela Nebbioli presenta con VignaVeritas la cartografia dei suoli delle dieci denominazioni del territorio

Il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte ha presentato la prima mappa geologica delle dieci denominazioni del territorio, realizzata in collaborazione con VignaVeritas, il gruppo di lavoro guidato da Davide Ferrarese. Lo strumento, disponibile in formato cartaceo, nasce per volontà del consiglio di amministrazione del Consorzio, con sede a Ghemme, e punta a diventare un riferimento per produttori, operatori del settore e appassionati che vogliono capire da vicino cosa distingue una collina dall’altra in quest’angolo di Piemonte settentrionale.

Vigna Alto Piemonte

Un lavoro a quattro mani con VignaVeritas

La cartografia raccoglie le peculiarità geologiche e morfologiche delle denominazioni Boca, Bramaterra, Colline Novaresi, Coste della Sesia, Fara, Gattinara, Ghemme, Lessona, Sizzano e Valli Ossolane. VignaVeritas ha messo insieme competenze agronomiche, geologiche, pedologiche e cartografiche per costruire uno strumento che non si limita a un uso promozionale, ma prova a raccontare con dati scientifici il legame fra suolo, paesaggio e vigneto.

Oltre alle formazioni geologiche, la mappa segna le altimetrie dei rilievi, i corsi d’acqua, i principali centri abitati e la distribuzione delle superfici vitate. Il risultato è una lettura d’insieme del paesaggio, pensata per chi studia il territorio tanto quanto per chi lo racconta ai turisti o lo propone sui mercati esteri.

Le tracce del supervulcano

Il motivo per cui l’Alto Piemonte ha una geologia così frastagliata risale a circa 280 milioni di anni fa, quando in quest’area esplose un supervulcano. La sua caldera coincide oggi con le valli dei fiumi Sesia e Sessera. Le rocce affiorate all’epoca, per lo più porfidi, sono state riconosciute nel 2013 dall’Unesco come parte del Sesia-Val Grande Geopark.

Mappa Alto Piemonte
Mappa Alto Piemonte

Le zone più segnate da quell’eruzione sono Boca, Bramaterra e la parte settentrionale di Gattinara, dove il porfido rosa, friabile e acido, domina il sottosuolo. Ghemme, Fara e Sizzano poggiano invece su colline moreniche di origine fluvioglaciale, mentre a Lessona prevalgono sabbie di origine marina. Nelle Valli Ossolane, più a nord, i terreni derivano da antichi depositi alluvionali, con zone a maggiore componente argillosa e altre più ricche di sabbia e ciottoli.

Questa varietà di suoli, racchiusa in un fazzoletto di terra che dal Biellese arriva al Novarese, spiega perché due Nebbioli coltivati a pochi chilometri di distanza possano avere profili molto diversi tra loro.

Le parole del presidente

Il presidente del Consorzio, Andrea Fontana, ha definito l’Alto Piemonte «un mosaico di territori, suoli e paesaggi» e ha descritto la mappa come uno strumento nato per raccontare quella ricchezza in modo rigoroso, non solo promozionale. Secondo Fontana, la cartografia sarà utile tanto ai produttori quanto a chi, in Italia e all’estero, vuole approfondire le ragioni che rendono distintivi i vini della zona.

La mappa entrerà a far parte del materiale che il Consorzio utilizza nelle attività di promozione, in Italia e sui mercati esteri. Per chi volesse consultarla, il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte ha sede in piazza Castello 47 a Ghemme, in provincia di Novara.

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